“Far parte di una coalizione o restarne fuori cambia molto l’atteggiamento degli elettori”, ha spiegato Buttaroni, evidenziando come al momento non sia possibile costruire scenari elettorali stabili a causa dell’incertezza sulle future alleanze.
Secondo l’analista, infatti, restano aperti numerosi interrogativi non solo sul posizionamento di Vannacci, ma anche su altre forze politiche. Dubbi che riguardano sia il centrodestra sia il centrosinistra, ancora in fase di ridefinizione interna.
Nel dibattito rientra anche il cosiddetto effetto del “voto utile”, che potrebbe penalizzare le formazioni più piccole. In caso di competizione elettorale, gli elettori potrebbero infatti preferire i partiti principali delle coalizioni, riducendo lo spazio per le liste minori.
Su questo aspetto è intervenuto anche Livio Gigliuto, presidente dell’Istituto Piepoli, che ha sottolineato come la collocazione di Vannacci all’interno o all’esterno di una coalizione possa risultare decisiva per le sue reali possibilità di consenso.
Secondo gli analisti, nel caso in cui Futuro Nazionale venisse percepito come forza esterna al centrodestra, il suo bacino elettorale potrebbe ridursi sensibilmente. In attesa di scenari politici più definiti, resta dunque incerta la reale portata del consenso attribuito al partito nei sondaggi.