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“Venite, papà ci uccide tutte”. 14enne shock, la telefonata atroce dal bagno. Polizia a sirene spiegate

L’aggressione in casa: percosse e oggetti lanciati

Solo dopo la messa in sicurezza è stato possibile ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto poco prima nell’appartamento, dove la tensione si era trasformata in aggressione. Secondo gli accertamenti, l’uomo avrebbe iniziato con insulti e minacce rivolti alla compagna, per poi passare alle percosse.
In particolare, la donna sarebbe stata colpita più volte con una padella. Nel prosieguo, sempre secondo quanto ricostruito, l’uomo avrebbe lanciato contro la compagna anche una griglia metallica, che avrebbe colpito in volto una delle figlie più piccole, provocandole un taglio profondo alla fronte e rendendo necessario l’intervento sanitario.

Il racconto della famiglia e l’ombra dei maltrattamenti

In commissariato, la famiglia avrebbe descritto agli investigatori un quadro di maltrattamenti che si sarebbe trascinato da tempo, con episodi ripetuti e un contesto domestico segnato dalla paura. A verbale sarebbero finiti anni di condotte violente e intimidatorie, riferite come sistematiche.
Un elemento centrale riguarda il consumo abituale di sostanze stupefacenti, indicato come fattore ricorrente nelle fasi di maggiore aggressività.

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Il profilo criminale e il trasferimento a Rebibbia

Il profilo dell’uomo risulta particolarmente grave. Avrebbe dovuto rimanere detenuto fino al 2042 per reati di sangue. Tre anni fa sarebbe stato protagonista di una fuga a Catania dopo una gambizzazione e un sequestro di persona, prima di essere rintracciato a Roma.
Dopo l’intervento a La Rustica, l’autorità giudiziaria ha disposto l’immediato trasferimento nel carcere di Rebibbia. Le verifiche proseguono per chiarire ogni aspetto della vicenda e per definire le contestazioni a carico dell’uomo.

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