
È una delle minacce digitali più segnalate nelle ultime settimane: la cosiddetta truffa WhatsApp nota come “truffa della ballerina”. Si tratta di un tentativo di phishing online che punta a sottrarre l’accesso all’account della vittima e a sfruttarlo per colpire, a catena, amici e familiari.
La caratteristica che rende questo raggiro particolarmente insidioso è l’apparente affidabilità della fonte: il messaggio spesso arriva da un contatto conosciuto, perché l’account del mittente può essere già stato compromesso. In questo modo, l’utente tende ad abbassare la soglia di attenzione e a seguire le istruzioni senza ulteriori verifiche.

Il messaggio-trappola: il “voto per Francesca”
Il testo segue quasi sempre uno schema ricorrente: un invito a votare una bambina, spesso chiamata Francesca, in un presunto concorso di danza con la promessa di una borsa di studio. La richiesta viene presentata come un favore semplice e urgente, facendo leva su empatia e fiducia, con riferimenti alla “figlia di un caro amico”.
Il passaggio decisivo è la presenza di un link: cliccandolo, si viene reindirizzati a una pagina che imita siti e moduli reali. Qui vengono richiesti dati personali o passaggi di verifica che, in realtà, consentono ai truffatori di prendere il controllo dell’account.
Perché è credibile
Per aumentare la probabilità di successo, il messaggio può includere anche una foto della bambina. In alcuni casi è stato ipotizzato che l’immagine possa essere generata con intelligenza artificiale, anche se su questo aspetto non risultano conferme ufficiali. L’obiettivo resta sempre lo stesso: rendere il contenuto più “reale” e ridurre i dubbi di chi lo riceve.
Il testo appare in genere breve, cordiale e rassicurante. Proprio la sua semplicità è un elemento di forza: la richiesta sembra innocua e, se arriva da un numero salvato in rubrica, viene spesso interpretata come un favore immediato da fare senza pensarci troppo.
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