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“Vietate da 20 anni”. Bambino morto in asilo, notizia shock sulla cause: si è appena saputo

Parla l’esperta: “È una regola fondamentale di sicurezza”

Barbara Bertocci, co-fondatrice e direttrice creativa di Monnalisa, ha chiarito a La Nazione: «È una regola fondamentale di sicurezza, in vigore da oltre dieci anni. Chi non la rispetta è soggetto a sanzioni». Era addirittura il 2007 quando la Commissione europea ha fissato i primi parametri nella norma EN 14682, fa sapere Open.

Bertocci ha ipotizzato che il capo possa provenire da circuiti difficili da controllare: «Capi molto vecchi, vintage o riciclati. Oppure prodotti da piccole aziende senza adeguati controlli e certificazioni. Ma la norma è estremamente precisa».

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Indagini in corso: cinque persone indagate

Sono attualmente indagate cinque persone, tra cui una maestra dell’asilo Ambarabà Ciccì Cocò di Soci, in provincia di Arezzo. Gli inquirenti stanno ricostruendo ogni fase della filiera per comprendere come un capo non conforme sia arrivato nelle mani di una famiglia e sia stato indossato da un bambino così piccolo.

Resta ora da chiarire come un indumento vietato sia potuto arrivare a un bambino di due anni. Comprendere questa dinamica è fondamentale per prevenire future tragedie e garantire la sicurezza dei più piccoli, come richiesto dalla normativa europea e dal buon senso collettivo.

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