La visita della figlia Evelina Sgarbi
Nella serata del 20 ottobre, Evelina Sgarbi si è recata al Gemelli per avere un riscontro diretto sulle condizioni del padre. La visita è avvenuta dopo giorni nei quali, secondo la ricostruzione fornita dalle persone a lei vicine, ottenere aggiornamenti telefonici dal reparto sarebbe diventato più difficile.
“L’abbiamo trovato grossomodo nelle condizioni in cui era la settimana scorsa. Si diceva che parlasse, scrivesse addirittura, ma non è vero. È ancora in uno stato di semicoscienza, molto debilitato, con il sondino per l’ossigeno. Si muove gli occhi, interloquisce attraverso cenni del capo”.
Le dichiarazioni riportate non modificano il dato dei lievi segnali di miglioramento registrati dai sanitari, ma restituiscono la complessità del momento. In presenza di un ricovero in Terapia Intensiva, ogni valutazione sull’evoluzione richiede infatti tempi di osservazione e verifiche continue da parte dell’équipe medica.

Le comunicazioni tra ospedale e familiari
Uno degli aspetti emersi riguarda il cambio nelle modalità di comunicazione con Evelina Sgarbi. Stando alla fonte, inizialmente la figlia avrebbe ricevuto aggiornamenti anche telefonicamente; in seguito, le informazioni sarebbero state fornite esclusivamente durante gli incontri in presenza presso la struttura ospedaliera.
“Negli ultimi giorni non le venivano più date notizie al telefono, quindi voleva capire le ragioni di questo atteggiamento. Il primario le ha detto di aver avuto disposizioni di fornirle informazioni solo in presenza. Lei, purtroppo, non vive a Roma e sarà costretta ogni settimana a fare un viaggio”.
Secondo la stessa ricostruzione, la scelta avrebbe rappresentato un irrigidimento rispetto alle prime fasi del ricovero. La fonte ha aggiunto: “All’inizio si erano dimostrati molto disponibili. Evidentemente, alcune esternazioni di Evelina devono aver dato fastidio alla dirigenza del Gemelli”. Non risultano, nell’ambito degli elementi riportati, ulteriori chiarimenti ufficiali sulle ragioni della procedura adottata.
Possibile trasferimento e prossimi aggiornamenti
Per il momento, Vittorio Sgarbi resta nel reparto di Terapia Intensiva del Gemelli, sottoposto a monitoraggio costante. Il mantenimento della prognosi riservata indica che il quadro necessita ancora di particolare attenzione, nonostante i segnali di recupero segnalati nelle ultime settimane.
L’eventuale uscita dalla Terapia Intensiva non sarebbe immediata né automatica. Secondo quanto riferito, l’ipotesi di un trasferimento in un altro reparto potrà essere presa in esame soltanto se i miglioramenti finora osservati dovessero consolidarsi e se le condizioni cliniche offrissero maggiori garanzie di stabilità.
“Se i piccoli miglioramenti dovessero consolidarsi, i sanitari valuteranno il trasferimento in un reparto di riabilitazione”. Al momento, dunque, non vi sono decisioni definitive: la priorità resta la gestione di un quadro clinico complesso e la verifica quotidiana dell’andamento delle condizioni del critico d’arte.
