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“Come il green pass”: l’annuncio di Von Der Leyen, ora ufficiale anche in Italia

Test in sette Paesi Ue, inclusa l’Italia: cosa emerge

La fase di sperimentazione, secondo le informazioni diffuse, è partita con un prototipo lanciato nel luglio 2025. I primi test avrebbero coinvolto cinque Paesi: Italia, Francia, Spagna, Grecia e Danimarca. Successivamente si sarebbero aggiunti anche Cipro e Irlanda.

La Commissione ha riferito che questa sperimentazione su più contesti nazionali ha permesso di verificare il funzionamento su scala reale e di intervenire su eventuali criticità prima dell’annuncio. La presenza dell’Italia tra i Paesi pilota viene indicata come un elemento rilevante perché il sistema sarebbe già stato valutato rispetto a requisiti e condizioni operative del contesto nazionale.

Perché l’Ue punta a regole comuni sulla protezione dei minori online

Il tema della protezione dei minori online è stato affrontato negli ultimi anni in modo non uniforme nei diversi Stati membri. Alcuni Paesi hanno già introdotto limiti anagrafici per l’accesso ai social: la Francia sotto i 15 anni e il Portogallo sotto i 13, mentre altre nazioni stanno valutando misure analoghe con impostazioni differenti.

Secondo la Commissione europea, questa diversità di regole e soluzioni tecniche può produrre effetti limitati, perché un vincolo applicato in un Paese può essere aggirato attraverso registrazioni o servizi basati in un altro Stato. L’obiettivo dichiarato è arrivare a un sistema compatibile e utilizzabile in tutti i 27 Paesi dell’Unione.

Un meccanismo di coordinamento europeo per soluzioni compatibili

Per ridurre la frammentazione, la Commissione ha annunciato l’avvio di un meccanismo di coordinamento a livello europeo, previsto per il mese successivo rispetto alla comunicazione. L’intento è definire un quadro comune che consenta ai diversi Paesi e alle piattaforme di adottare soluzioni interoperabili. In questo contesto, von der Leyen ha dichiarato: “Abbiamo bisogno di un approccio europeo armonizzato”.

L’impatto sulle piattaforme: dai social ai grandi operatori digitali

L’introduzione di un’app unica europea per la verifica dell’età coinvolge direttamente l’operatività delle principali piattaforme digitali utilizzate dai minori. Un sistema standardizzato, applicabile su servizi diversi, inciderebbe sulle modalità con cui le aziende gestiscono l’accesso e l’identificazione dell’età degli utenti.

Secondo l’impostazione descritta dalla Commissione, la disponibilità di uno strumento tecnico già pronto rappresenta un passaggio necessario per eventuali interventi normativi successivi. Al momento, l’app risulta annunciata come completata e testata, mentre la distribuzione pubblica sugli store è indicata come successiva.

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