Divergenze nel Partito Democratico e invito a votare secondo coscienza
La scelta dell’ex ministro si distingue dall’indicazione prevalente nel Partito Democratico, guidato dalla segretaria Elly Schlein, orientata per il No al referendum. In questo quadro, Bianco ha invitato a mantenere il focus sul merito delle proposte, evitando che la consultazione venga letta esclusivamente come un confronto interno o tra partiti.
Riferendosi alle posizioni nel Pd, Bianco ha affermato: «È vero che la maggioranza del Partito Democratico è orientata per il No – osserva – ma non tutta. Su una questione così delicata penso che ogni cittadino, e ogni militante, debba votare secondo coscienza».

Richiami a figure pubbliche e vicenda personale
A sostegno della propria impostazione, Enzo Bianco ha richiamato anche riferimenti presenti nel dibattito giuridico e politico nazionale, citando il costituzionalista Augusto Barbera e ricordando Marco Pannella, più volte intervenuto in passato su riforme istituzionali ritenute controverse ma considerate, da alcuni, necessarie per cambiare l’impianto complessivo.
Nel corso dell’intervista, l’ex ministro ha inoltre rievocato un episodio personale: un procedimento giudiziario durato anni, concluso con un’assoluzione in primo grado dopo sette anni di indagini per una presunta turbativa d’asta poi rivelatasi infondata. Bianco ha collegato quella esperienza alla necessità di intervenire sul funzionamento della giustizia, in particolare sui tempi e sull’impatto che procedure prolungate possono avere sulla vita delle persone coinvolte.
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Referendum del 22 e 23 marzo 2026: affluenza e campagne locali
Guardando alle giornate del 22 e 23 marzo 2026, Bianco ha indicato nell’affluenza un elemento chiave per l’esito del referendum. L’ex ministro ha collegato la partecipazione al rafforzamento della legittimazione democratica della scelta e alle probabilità che prevalga la linea del Sì.
«Più alta sarà la partecipazione – sostiene – più aumenteranno le possibilità che vinca il Sì». In quest’ottica, ha annunciato un’attività di iniziative nelle prossime settimane, con incontri e appuntamenti in diverse città, per sostenere il referendum e promuovere quella che definisce una nuova stagione di riforme del sistema giudiziario.