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Wanna Marchi e Stefania Nobile ricevono il premio della Cultura ma finisce male: è bufera

Sui social scoppia la polemica

Le immagini della premiazione hanno iniziato a circolare e con loro sono arrivati anche numerosi commenti critici e ironici. Il punto più discusso è stato il riconoscimento attribuito a Wanna Marchi e Stefania Nobile e, soprattutto, il fatto che la cerimonia si sia svolta in una sala del Campidoglio.

A pesare sulla reazione del pubblico è anche il passato giudiziario delle due donne. Wanna Marchi e Stefania Nobile sono state infatti condannate definitivamente nel 2009 nell’ambito della vicenda legata alle televendite: Marchi a 9 anni e 6 mesi e Nobile a 9 anni e 4 mesi. Proprio questo elemento è tornato al centro del dibattito dopo la diffusione delle immagini della cerimonia.

La replica di Stefania Nobile

Di fronte alle critiche, Stefania Nobile ha deciso di rispondere direttamente attraverso Instagram, senza attenuare i toni. In un post ha scritto: «Ma quanto rosicate. Fatemi capire la polemica dove sta, perchè sarebbe piaciuto a voi? perchè non siete stati invitati? Perché non fate niente per entrare nella cultura?».

Una risposta che ha accompagnato la celebrazione del premio e che ha riportato ulteriormente l’attenzione sulla vicenda. La discussione, infatti, non si è concentrata soltanto sui libri premiati, ma anche sull’opportunità di assegnare un riconoscimento culturale alle due donne e di organizzare la cerimonia all’interno del Campidoglio.

Il consigliere Nanni: «Se avessi saputo non avrei partecipato»

A prendere le distanze dalla presenza delle due premiate è stato anche Dario Nanni, consigliere comunale e presidente della commissione Giubileo, che aveva partecipato alla cerimonia per portare un saluto istituzionale. Successivamente Nanni ha spiegato di non essere stato informato della presenza di Wanna Marchi e Stefania Nobile.

«Se avessi saputo non avrei partecipato», ha dichiarato il consigliere, precisando inoltre di non essere presente nel momento in cui le due donne hanno preso la parola. La sua dichiarazione si inserisce così nella polemica nata dopo la serata, mentre continua a essere sottolineata la differenza tra l’iniziativa privata che ha organizzato il premio e l’istituzione che ha semplicemente ospitato l’evento.

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