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Youssef, chi è la ‘mente’ del movimento: le parole del suo ex rettore

Youssef Siher, chi è la ‘mente’ del movimento: le parole del suo ex rettore. Le manifestazioni di questi giorni, segnate in diverse città da vetrine rotte, assalti e devastazioni, hanno assunto modalità violente che richiamano i riot già visti in altre città europee. La gravità degli episodi, l’ampiezza delle proteste e le conseguenze sul territorio hanno alimentato il timore che la situazione possa sfuggire al controllo, finendo per oscurare le mobilitazioni pacifiche.

Resta da chiarire quali indicazioni siano state effettivamente impartite ai partecipanti e quale sia stato il peso delle diverse componenti nelle tensioni di piazza. Ma chi c’è dietro a tutto questo e come è possibile essere arrivati in breve tempo a una situazione tanto grave e pesante? Qual è l’identikit di chi è sceso in piazza, quali le sue istanze e chi ha ispirato e coordinato le loro azioni? Domande che meritano l’attenzione per l’entità e portata di un fenomeno con cui il Paese si trova a fare i conti.

Movimento 17 ottobre, il vademecum della rivoluzione

Come riporta Sky TG24, nelle chat Telegram del Movimento 17 ottobre circola un vademecum intitolato “Rivoluzione, istruzioni per l’uso”, che dichiara di ispirarsi alla Rivoluzione egiziana del 2011 e alle proteste della Primavera araba. Il documento contiene indicazioni sull’organizzazione dei cortei, sulla preparazione dei partecipanti e sulle tattiche da adottare in caso di confronto con le forze dell’ordine. Non è ancora chiaro, tuttavia, chi lo abbia scritto, quanto sia stato diffuso tra i manifestanti e se rappresenti effettivamente la linea ufficiale del movimento.

È in questo clima che è emerso il nome di Youssef Siher, 30 anni, indagato per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico. A ricordarlo è anche Elio Franzini, ex rettore dell’Università Statale di Milano, che restituisce un ritratto legato agli anni universitari del giovane, quando partecipava alla rappresentanza studentesca. Le sue parole offrono uno sguardo sul passato di Siher, senza chiarire le accuse attuali, ancora al vaglio degli inquirenti.

Youssef Siher, il percorso alla Statale di Milano

Originario di Brescia, Youssef Siher si è laureato in Scienze della comunicazione nel 2016, per poi conseguire una laurea magistrale in Scienze politiche e un master. Il suo percorso universitario è proseguito anche attraverso l’impegno nella rappresentanza degli studenti e nelle iniziative legate al diritto allo studio.

Nel 2018 ha fondato l’Associazione degli studenti musulmani dell’Università Statale di Milano, diventandone il primo presidente. Due anni dopo, nel novembre 2020, si è candidato come portavoce degli studenti nel Senato accademico con Unilab, una lista descritta come moderata, apartitica e aconfessionale, d’ispirazione “montiana”.

Il programma metteva al centro il merito, il diritto allo studio, la riduzione della burocrazia e l’internazionalizzazione dell’ateneo. Siher è stato eletto e ha mantenuto l’incarico fino al 2022. Secondo la ricostruzione pubblicata da Il Giorno, la sua prima battaglia riguardava proprio il diritto allo studio, un tema sul quale era intervenuto anche nel dibattito sulla riapertura delle aule universitarie durante la pandemia.

A delineare il profilo del giovane è Elio Franzini, rettore della Statale negli anni in cui Siher sedeva in Senato accademico.

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