La posizione della FIFA: nessuna sospensione e caso chiuso
A chiudere la vicenda, secondo quanto riferito, era stato anche il presidente FIFA Gianni Infantino, richiamando il principio secondo cui il calcio deve unire e precisando che non risultano federazioni sospese. In questo contesto, l’ipotesi di un ripescaggio dell’Italia ai Mondiali non ha trovato riscontro operativo.
Iran, Stati Uniti e Canada: le tensioni e il tema dei visti
Le speculazioni si erano intensificate dopo alcune frizioni legate alla gestione degli ingressi e alla logistica. Le tensioni geopolitiche tra Iran, Stati Uniti e Canada erano state richiamate anche dopo il respingimento di alcuni dirigenti iraniani al congresso della federazione a Vancouver. Teheran avrebbe chiesto maggiori garanzie sul piano della sicurezza e dell’organizzazione durante il torneo.
Nonostante questo, la partecipazione dell’Iran resta confermata, con un impianto logistico definito in modo specifico sul fronte immigrazione e sicurezza.
Gruppo G ai Mondiali 2026: avversarie e debutto dell’Iran
La nazionale iraniana farà parte del Gruppo G con Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto. L’esordio è fissato per il 15 giugno a Los Angeles.
Tra i giocatori citati come riferimento della selezione figura anche Taremi.
La base in Messico e i protocolli di frontiera per l’Iran
Uno degli elementi centrali riguarda la scelta della base operativa. L’Iran non stabilirà il proprio quartier generale negli Stati Uniti, ma a Tijuana, in Messico, dove la squadra svolgerà allenamenti e preparazione durante la competizione.
Per le partite negli Stati Uniti, la delegazione raggiungerà gli stadi soltanto nel giorno gara e rientrerà in Messico subito dopo il fischio finale, evitando pernottamenti sul territorio americano. Il piano prevede inoltre procedure rafforzate a ogni attraversamento del confine, con visti speciali multi-ingresso destinati a gestire gli spostamenti continui.
Cosa succede adesso
Con l’Iran regolarmente inserito nel torneo e già in fase di preparazione, il capitolo legato al ripescaggio dell’Italia viene considerato concluso. L’attenzione si sposta ora sull’organizzazione pratica della competizione, sulla gestione dei protocolli di ingresso e sul calendario del Gruppo G in vista dell’esordio di metà giugno.