La responsabilità collettiva e le leve di pressione internazionale
Nel discorso, la pace viene descritta non come un evento spontaneo ma come un obiettivo da costruire con strumenti politici, economici e di sicurezza. Zelensky afferma che la comunità internazionale dispone di un potere immenso, che deriva dalla capacità di agire in modo coeso e di imporre costi significativi a chi prosegue l’aggressione.
La linea proposta è quella di un’azione preventiva: non attendere che l’offensiva si manifesti pienamente, ma ridurre in anticipo la capacità russa di sostenerla. In questa cornice rientrano il supporto alla difesa, la continuità degli aiuti e l’uso degli strumenti di pressione economica e diplomatica, presentati come leve per rendere meno sostenibile la prosecuzione del conflitto.
Zelensky sintetizza l’obiettivo in una formula che mira a spostare l’orizzonte delle scelte di Mosca: Garantire che i russi si preparino per la fine delle ostilità. L’espressione, riportata come parte del suo ragionamento, viene utilizzata per indicare una strategia di lungo periodo fondata su costanza e compattezza internazionale.
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Il ringraziamento ai partner e i prossimi passaggi
Nella parte finale, Zelensky dedica spazio a un ringraziamento rivolto ai governi e ai cittadini che continuano a sostenere l’Ucraina. Il riferimento non è solo agli aiuti militari o finanziari, ma anche al sostegno politico e alla condivisione di valori. Il presidente insiste sull’idea che la difesa del Paese coincida con la difesa di principi democratici più generali.
Il messaggio conclusivo resta improntato alla fermezza: la pace è possibile, sostiene, ma richiede determinazione, continuità e coerenza nelle scelte. Il sostegno dei partner viene indicato come un pilastro essenziale per contenere le ambizioni dell’aggressore e per evitare che nuove offensive producano ulteriori danni alla popolazione civile.