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L’aria che tira, Myrta Merlino in lacrime: “Si è uccisa, non è giusto”

La conduttrice del programma “L’aria che tira”, in onda su La7, Myrta Merlino, torna a parlare di una storia che ha commosso l’Italia intera. Quella di Adelina Sejdini. Myrta ha versato molte lacrime dopo aver appreso una notizia sconvolgente: Adelina si è tolta la vita. Una storia commovente quella di una donna che ha lottato per sopravvivere alle ingiustizie della vita. Adelina ha perso le forze in una battaglia che l’ha resa inerme: quella contro la burocrazia italiana.

L'aria che tira Myrta Merlino

Chi è Adelina Sejdini: la donna uccisa dalla burocrazia italiana

Negli ultimi tempi Myrta Merlino ha parlato più volte della storia di Adelina Sejdini. La donna arrivò nel 1996 dall’Albania in Italia, quando aveva soli 22 anni. Fu picchiata e violentata da suoi connazionali che la obbligarono a prostituirsi per sopravvivere. Sognava una vita diversa, in Italia, Adelina. Grazie alla denuncia dei suoi aguzzini, la donna aveva aiutato le forze dell’ordine in una maxi inchiesta che portò all’arresto di 40 persone e alla denuncia di altre 80 coinvolte nello sfruttamento della prostituzione da parte di albanesi.

Adelina aveva compiuto un gesto coraggioso ma era disperata. Dopo una giovinezza segnata dallo choc dello sfruttamento e dalla voglia di fuggire dai suoi compaesani, la donna ha dovuto affrontare una sfida molto più grande: un cancro al seno. Adelina Sejdini viveva a Pavia ed doveva recarsi spesso in ospedale al San Matteo. Più volte aveva chiesto di poter ottenere la cittadinanza italiana, opponendosi con tutte le sue forze alla cancellazione dello stato di apolide e all’assegnazione della cittadinanza albanese. Ma lo Stato non le ha mai riconosciuto la cittadinanza italiana, anzi: nel suo permesso di soggiorno, le era stato tolto lo status di apolide e indicata la cittadinanza albanese. La donna aveva bisogno di una casa popolare che, a causa di questa negazione, non ha mai potuto avere.

L’aria che tira Myrta Merlino piange per Adelina Sejdini morta suicida

Da qui ha avuto inizio la sua lotta contro la burocrazia italiana. La commissione medica la aveva riconosciuta invalida al 100%: non poteva neanche trovarsi un lavoro. Malata di tumore, con un assegno di invalidità di 285 euro al mese e senza una casa popolare, Adelina ha tentato un’ultima volta di riscattarsi. Il suo ultimo gesto di protesta fu recarsi a Roma per protestare contro la burocrazia, alla fine di ottobre. La donna voleva incontrare faccia a faccia il presidente Mattarella. Ma purtroppo le sfortuna era dalla sua parte.

Adelina ha deciso di farla finita: si è lanciata dal cavalcavia ferroviario di ponte Garibaldi, a Roma, il 6 novembre ed è morta all’età di 47 anni. Non è la prima volta che Adelina tenta il suicidio. Lo scorso 28 ottobre, la 47enne si è data fuoco. La donna ha ricevuto le cure dall’ospedale Santo Spirito, dove i medici le hanno curato le gravi ustioni che aveva sul corpo. Myrta Merlino ha detto: “Adelina Sejdini voleva solo una cosa, la cittadinanza italiana, e non c’è mai riuscita. Mi sono molto emozionata quando l’ho conosciuta, chiesi di intercedere per lei, le fu dato un permesso di soggiorno speciale ma è scaduto. Era molto stanca e sfinita”.