
Il Meeting di Rimini si è trasformato in un palcoscenico politico di grande visibilità per Giorgia Meloni, che ha raccolto applausi e consensi non soltanto dal suo elettorato tradizionale. A sottolineare il peso dell’evento è stato Enrico Mentana, ospite di In Onda su La7, che ha definito l’accoglienza della premier un vero e proprio segnale politico.
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L’ovazione al Meeting di Rimini
Durante il dibattito televisivo condotto da Marianna Aprile e Luca Telese, Mentana ha ricordato come l’ovazione ricevuta dalla premier non sia stata un episodio banale. «Quel lunghissimo applauso – ha spiegato – non veniva da un raduno di nostalgici, ma dai cattolici del movimento di Comunione e Liberazione e da un’area più ampia che va oltre la destra». Un dato significativo, che segna una trasformazione del ruolo politico della leader di Fratelli d’Italia.


Dalla destra al centro
L’analisi del giornalista sottolinea un cambio di prospettiva: Meloni, un tempo percepita come l’ala più a destra della coalizione, si è oggi spostata verso il centro politico, lasciando a Matteo Salvini e a figure come Roberto Vannacci lo spazio del sovranismo e del populismo. «In qualche modo – ha detto Mentana – è un endorsement molto forte: lei è diventata non solo centrale, ma di centro». Una lettura che riflette il tentativo della premier di accreditarsi come leader capace di dialogare con più mondi.
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