
Garlasco, viene fuori tutto: cosa fece Sempio per 48 ore nel 2017. Incredibile – Una sequenza di telefonate mai chiarite, una rete di contatti che si snoda tra Procura, studi legali e telefoni privati. Nel gennaio 2017, in un periodo di appena 48 ore, emergono dettagli che oggi alimentano nuovi interrogativi sull’omicidio di Garlasco. Gli atti d’indagine svelano una trama serrata di chiamate e mancati riscontri, che coinvolge direttamente Andrea Sempio, la polizia giudiziaria e figure di rilievo della giustizia pavese. Una notizia clamorosa riportata oggi sul «Corriere della Sera».

Garlasco, viene fuori tutto: cosa fece Sempio per 48 ore nel 2017
È in questo lasso di tempo che si addensano i sospetti degli inquirenti: le comunicazioni tra i protagonisti del caso non avvengono per caso, ma si moltiplicano senza tregua, lasciando una scia di incertezze. Le ricostruzioni giudiziarie mettono in evidenza numeri che si rincorrono, telefoni che squillano a vuoto e conversazioni che, ancora oggi, nessuno sembra ricordare nei dettagli. Garlasco, già segnato da anni da ombre e polemiche, torna così al centro della cronaca. L’attenzione si concentra in particolare su Andrea Sempio, figura chiave nell’indagine, e su una serie di telefonate «anomale» che la Procura di Brescia decide di approfondire. I registri telefonici, a distanza di anni, parlano più delle testimonianze dirette: mostrano un movimento febbrile e continuo, apparentemente inspiegabile.


Le indagini coinvolgono ora anche l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti e Giuseppe Sempio
Secondo le accuse, proprio in quelle 48 ore sarebbe stato raggiunto un presunto accordo corruttivo, finalizzato a garantire a Sempio una rapida archiviazione delle accuse a suo carico. Le indagini coinvolgono ora anche l’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. Gli inquirenti ipotizzano un passaggio di denaro in contanti, tra i venti e i trentamila euro, mascherato da prestiti e operazioni bancarie poco trasparenti.
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