
Narges Mohammadi, attivista iraniana e premio Nobel per la Pace, è stata nuovamente arrestata dalle autorità iraniane insieme ad altri difensori dei diritti civili. L’episodio è avvenuto nella città di Mashhad, nel nord-est dell’Iran, durante una cerimonia pubblica di commemorazione. Secondo quanto riferito da diverse organizzazioni per i diritti umani, le forze di sicurezza sono intervenute durante l’evento, fermando Mohammadi e numerosi altri partecipanti.
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La dissidente era fuori dal carcere di Evin di Teheran grazie a un permesso temporaneo per motivi di salute, pur risultando condannata a un totale di 13 anni e nove mesi di detenzione per reati collegati alla sicurezza nazionale. In precedenza, Mohammadi aveva dichiarato pubblicamente che il suo eventuale ritorno in prigione sarebbe stato da considerarsi come un atto di disobbedienza civile.

Il contesto dell’arresto e la commemorazione di Khosrow Alikordi
L’arresto di Narges Mohammadi è avvenuto mentre prendeva parte alla cerimonia in memoria di Khosrow Alikordi, noto avvocato difensore dei diritti umani recentemente scomparso. La Fondazione Narges Mohammadi ha precisato che l’intervento degli agenti di sicurezza si è verificato senza preavviso, direttamente durante il settimo giorno di lutto, una ricorrenza particolarmente sentita nella tradizione iraniana.
Durante l’operazione sono stati fermati anche altri attivisti, tra cui Sepideh Gholian, Hasti Amiri, Pouran Nazemi e Alieh Motalebzadeh, oltre a diversi partecipanti alla commemorazione. L’episodio ha attirato l’attenzione di osservatori internazionali ed evidenziato ancora una volta la situazione critica della libertà di riunione in Iran.
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