
Terremoto in Italia, raffica di scosse nella notte: cosa sta succedendo – Un sciame sismico di intensità lieve ma caratterizzato da numerosi eventi ravvicinati sta interessando l’area dell’Aspromonte, con epicentri localizzati in prevalenza nel territorio di Cardeto, in provincia di Reggio Calabria. I rilievi effettuati dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) tra la sera dell’11 dicembre e la mattina del 12 dicembre hanno registrato 23 terremoti consecutivi, configurando una fase di attività sismica in evoluzione, pur rimanendo entro parametri considerati di bassa energia.

Terremoto in Italia, raffica di scosse nella notte: cosa sta succedendo
Secondo i dati ufficiali disponibili sui bollettini INGV, le scosse si sono susseguite nell’arco di poche ore, con intervalli temporali variabili ma sostanzialmente continui durante la notte. Questo tipo di sequenza, definita sciame sismico, è caratterizzata da numerosi eventi di magnitudo contenuta, senza un singolo terremoto nettamente predominante, e viene costantemente monitorata per valutare possibili cambiamenti del quadro geodinamico locale. Il fenomeno ha destato attenzione tra la popolazione dei comuni interessati, soprattutto a causa della frequenza delle scosse più che per la loro intensità. Molti residenti hanno segnalato di aver percepito in particolare l’evento più forte avvenuto nelle prime ore del mattino del 12 dicembre, sebbene al momento non siano stati riportati danni a edifici né conseguenze per le persone. Le autorità locali sono in contatto con gli esperti dell’INGV per seguire l’evoluzione della sequenza sismica.
Lo sciame si inserisce in un contesto noto per la sua sismicità moderata, legata alla complessa struttura geologica dell’area aspromontana, caratterizzata da sistemi di faglie profonde e da una dinamica crostale attiva. Gli eventi registrati in queste ore rientrano, secondo le prime valutazioni tecniche, nel quadro di una normale attività sismica di una zona già classificata a rischio.


Localizzazione delle scosse e parametri sismologici
Le scosse registrate nello sciame in corso presentano una magnitudo compresa tra 1.0 e 2.8 sulla scala Richter, quindi valori considerati bassi dal punto di vista energetico. Gli ipocentri sono stati localizzati a profondità variabili tra 9 e 16 chilometri, un intervallo che corrisponde alla crosta terrestre intermedia, tipico dei terremoti che interessano quest’area della Calabria meridionale.
Il primo evento della sequenza è stato rilevato l’11 dicembre alle ore 19:18, mentre l’ultimo terremoto registrato finora risale alle 06:16 del 12 dicembre. In questo intervallo temporale i sensori della rete sismica nazionale hanno individuato una serie di scosse ravvicinate, distribuite lungo una fascia che si colloca a nord dell’abitato di Cardeto e si estende verso i centri limitrofi dell’Aspromonte. Le mappe elaborate dall’INGV e allegate alle comunicazioni ufficiali mostrano una concentrazione degli epicentri lungo una direttrice che segue il rilievo montuoso aspromontano, senza evidenze, al momento, di anomalie che possano indicare un fenomeno di portata più ampia. La disposizione degli eventi appare coerente con la struttura delle faglie note in quest’area, già oggetto di monitoraggio continuo da parte degli istituti di ricerca. Dal punto di vista della percezione, solo le scosse di magnitudo prossima a 2.5–2.8 possono essere state avvertite in modo distinto dalla popolazione, soprattutto nei centri più vicini agli epicentri e nelle ore notturne, quando il rumore di fondo è ridotto. I valori di magnitudo inferiori a 2.0, pur essendo registrati dagli strumenti, in genere non vengono percepiti dagli abitanti.
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