
Scossa di terremoto improvvisa in Italia: tanta paura – Nel pomeriggio di martedì 16 dicembre è stata registrata una scossa di terremoto di magnitudo 2.5 in Umbria, con epicentro localizzato a circa 6 km a nord-est di Città di Castello. L’evento, sebbene di intensità contenuta, ha generato comprensibile preoccupazione tra la popolazione, in particolare nelle aree più prossime all’epicentro, dove il movimento del terreno è stato avvertito con maggiore chiarezza.

Scossa di terremoto improvvisa in Italia: tanta paura
Secondo quanto comunicato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terremoto si è verificato alle ore 15:15, a una profondità ipocentrale di circa 8.3 km. Le coordinate geografiche indicate dagli esperti sono lat 43.4888, lon 12.294, dati che collocano l’evento all’interno di un’area già nota per una certa attività sismica nel corso degli anni. Le scosse di bassa magnitudo come questa rientrano generalmente nella categoria dei terremoti lievi, che raramente provocano danni materiali ma possono essere distintamente percepite dalla popolazione. In questo caso, il sisma è stato sentito soprattutto nei comuni del circondario di Città di Castello e nelle frazioni limitrofe, dove alcuni residenti hanno segnalato un tremolio secco e improvviso.
Dalle prime testimonianze raccolte, diversi cittadini hanno riferito di aver percepito un boato sordo, seguito da un leggero oscillare di mobili e lampadari. In alcune abitazioni, chi si trovava seduto ha avvertito un improvviso spostamento della sedia o un vibrare del pavimento, sufficiente a spingere molte persone ad affacciarsi alle finestre o a scendere in strada per accertarsi della situazione e verificare se vi fossero ulteriori scosse.

Reazioni della popolazione e contesto sismico dell’area
La paura tra gli abitanti è stata accentuata dal ricordo di scosse precedenti registrate nelle ultime settimane e negli ultimi mesi nella stessa zona. Il territorio intorno a Città di Castello e, più in generale, l’area umbra e limitrofa, presenta infatti una certa ricorrenza di eventi sismici di lieve e moderata entità, che alimentano un costante livello di attenzione tra i residenti. Subito dopo il sisma, in alcune località più esposte, diversi cittadini hanno preferito uscire momentaneamente dalle proprie case e radunarsi in spazi aperti, come piazze, parcheggi e giardini pubblici, in attesa di verificare l’assenza di repliche significative. Tale comportamento, pur non imposto dalle autorità, è stato adottato a titolo precauzionale, soprattutto da chi abita in edifici più datati o in piani alti.
Nelle frazioni più vicine all’epicentro, la scossa è stata percepita con maggiore intensità, benché sempre entro i limiti tipici di un terremoto di magnitudo 2.5. Alcune famiglie hanno riferito di aver tenuto i bambini all’esterno per qualche tempo, in attesa di rassicurazioni da parte degli enti preposti al monitoraggio sismico. Non si sono comunque registrate scene di panico generalizzato, ma una diffusa e comprensibile apprensione. In questo contesto, la memoria collettiva di precedenti eventi sismici in Umbria e nelle regioni confinanti contribuisce a rendere particolarmente sensibile la popolazione rispetto a qualsiasi movimento tellurico, anche di lieve entità. Ciò spiega la rapidità con cui la notizia della scossa odierna si è diffusa sia tramite il passaparola sia attraverso i canali digitali.
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