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Crans-Montana, accertata la prima vittima italiana: chi è Emanuele

Ritratto di Emanuele Galoppini, giovane golfista italiano scomparso a Crans-Montana

Crans-Montana, accertata la prima vittima italiana: chi è Emanuele – Il mondo dello sport italiano è stato profondamente scosso dalla notizia della morte di Emanuele Galoppini, il giovane golfista originario di Genova rimasto coinvolto nella tragedia di Crans-Montana, in Svizzera, durante le festività di Capodanno. La conferma della sua scomparsa ha suscitato cordoglio non solo tra familiari e amici, ma anche all’interno dell’intera comunità golfistica nazionale e internazionale, che ha riconosciuto in lui un talento in crescita e un ragazzo dai saldi principi.

Crans-Montana, accertata la prima vittima italiana: chi è Emanuele

Il diciassettenne si trovava nella nota località turistica elvetica per trascorrere alcuni giorni di vacanza con la famiglia in occasione del nuovo anno. In poche ore, un momento di festa e spensieratezza si è trasformato in una tragedia che ha interrotto prematuramente una vita segnata da impegno sportivo, dedizione e progetti ancora tutti da realizzare. La notizia della sua morte è stata diffusa progressivamente, lasciando spazio inizialmente alla speranza e poi alla consapevolezza di una perdita irreparabile. La figura di Emanuele Galoppini non era sconosciuta nell’ambiente del golf: il ragazzo, sebbene ancora molto giovane, si era fatto notare per le sue prestazioni agonistiche e per un comportamento sempre rispettoso dentro e fuori dal campo. Cresciuto tra i circoli liguri, aveva saputo costruire un percorso sportivo costante, caratterizzato da allenamenti intensi, partecipazione a tornei e una determinazione che molti tecnici avevano imparato ad apprezzare.

La tragedia di Crans-Montana ha così privato il golf italiano di uno dei suoi prospetti più interessanti, ma soprattutto ha colpito una famiglia e tre comunità lontane tra loro ma unite dal suo ricordo: Genova, Rapallo e Dubai, luoghi che hanno scandito le diverse tappe della sua vita.

Il percorso sportivo di Emanuele Galoppini tra Liguria e Dubai

Fin da giovanissimo, Emanuele Galoppini aveva mostrato un forte interesse per il golf, disciplina alla quale si era dedicato con serietà e costanza. La sua formazione era iniziata nei circoli della Liguria, in particolare nell’area di Rapallo, realtà in cui aveva mosso i primi passi sul green, partecipando progressivamente a competizioni giovanili e circuiti federali. In breve tempo il suo nome aveva iniziato a circolare tra addetti ai lavori, istruttori e compagni di squadra. La famiglia, trasferitasi da anni a Dubai, aveva continuato a sostenerlo nel suo percorso sportivo anche all’estero. Nella metropoli emiratina, il giovane aveva avuto la possibilità di confrontarsi con strutture moderne e con un contesto internazionale, senza però interrompere il proprio legame con l’Italia. Ogni volta che gli impegni lo consentivano, Emanuele rientrava infatti a Rapallo per allenarsi, prendere parte a tornei e mantenere un contatto diretto con l’ambiente golfistico italiano. Questa doppia dimensione, divisa tra Italia e Medio Oriente, aveva contribuito alla sua crescita sia sportiva sia personale. I tecnici che lo hanno seguito lo descrivevano come un atleta attento, disciplinato, sempre desideroso di migliorare e di apprendere. Il suo percorso agonistico veniva considerato promettente, con margini di sviluppo ancora molto ampi, compatibili con la giovane età e con la prospettiva di un’eventuale carriera di alto livello.

Oltre ai risultati, erano le sue qualità umane a emergere con chiarezza: rispetto per le regole, fair play nei confronti degli avversari, disponibilità con i compagni più giovani. Elementi che, uniti alle capacità tecniche, avevano contribuito a renderlo una figura stimata nei circoli che frequentava, sia in Liguria sia all’estero.

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