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Strage di Crans, i proprietari del Constellation rompono il silenzio: straziante!

Strage di Crans, i proprietari del Constellation rompono il silenzio: straziante! – Dopo il devastante incendio che ha distrutto il locale Le Constellation, Jacques Moretti ha deciso di rompere il silenzio. Lo ha fatto con poche parole, affidate a un’intervista al quotidiano svizzero 20 Minuten, sufficienti però a restituire la misura del dolore che lui e la moglie Jessica, proprietari del locale, stanno vivendo. «Non riusciamo più a dormire né mangiare; siamo distrutti», ha confessato. Una sofferenza che non è solo emotiva, ma anche fisica, tanto che la coppia ha spiegato di non sentirsi in grado di affrontare interviste più lunghe o approfondite. Alla Tribune de Genève Moretti ha ribadito di non essere, in questo momento, nelle condizioni mentali e psicologiche per parlare oltre.

Strage di Crans, i proprietari del Constellation rompono il silenzio: straziante!

Sul piano giudiziario, la situazione appare al momento definita. La procuratrice generale Béatrice Pilloud ha chiarito che Jacques e Jessica Moretti sono stati ascoltati esclusivamente come testimoni e che non esiste alcuna indagine penale a loro carico. Un punto su cui lo stesso Jacques ha voluto insistere, respingendo ogni dubbio sulla sicurezza del locale. Secondo quanto dichiarato, la struttura era regolarmente controllata: negli ultimi dieci anni sarebbe stata ispezionata tre volte e, a suo dire, «tutto è stato fatto secondo le norme». Affermazioni che ora saranno valutate nell’ambito delle verifiche tecniche ancora in corso.

Una vita stravolta in pochi minuti

Jacques e Jessica Moretti, entrambi quarantenni e originari della Corsica, vivono da anni a Crans-Montana e sono figure molto conosciute nella comunità locale. La notte dell’incendio, Jessica si trovava all’interno del locale ed è rimasta ustionata a un braccio, mentre il marito era impegnato in un’altra delle loro attività. In un messaggio inviato a un amico, i due hanno sintetizzato il loro stato d’animo con parole semplici e laceranti: «Siamo vivi, ma è una catastrofe». Un dolore aggravato dalla perdita di diversi membri dello staff, rimasti vittime del rogo, che per la coppia non erano solo dipendenti, ma parte di una famiglia costruita nel tempo.

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