
La strage di Crans-Montana, avvenuta nella notte di Capodanno all’interno del locale Le Constellation in Svizzera, continua a rappresentare uno dei casi più gravi degli ultimi anni legati alla sicurezza nei luoghi di intrattenimento. Il rogo, sviluppatosi durante i festeggiamenti, ha trasformato una serata di festa in una tragedia con decine di vittime e centinaia di persone coinvolte, riaccendendo il dibattito sulle norme di prevenzione incendi e sui controlli per i locali aperti al pubblico. La dinamica dell’evento e le prime risultanze investigative hanno sollevato numerosi interrogativi sulle effettive condizioni del locale, sulle misure di sicurezza adottate e sull’iter che ha portato al rilascio delle autorizzazioni. In questo contesto è intervenuto anche Flavio Briatore, imprenditore noto nel settore della ristorazione e dell’intrattenimento, titolare di diversi locali in Italia e all’estero, che ha espresso una posizione particolarmente netta in merito alle responsabilità.
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Strage di Crans-Montana, interviene Briatore
Intervistato da Il Giornale, Briatore ha definito quanto accaduto a Crans-Montana un fatto gravissimo che, a suo giudizio, non può essere ridotto a una fatalità o a una concatenazione di eventi imprevedibili. Per l’imprenditore, l’ampiezza delle conseguenze e le condizioni strutturali del locale configurerebbero un quadro chiaro di carenze nella gestione della sicurezza, che dovranno essere valutate nel dettaglio dagli inquirenti. Nell’intervista, Flavio Briatore ha utilizzato termini estremamente duri per descrivere la vicenda. “Omicidio. Non c’è dubbio: omicidio. Non mi parlate di sfortuna, di caso, di circostanze avverse. Ci sono eccome le responsabilità. I magistrati dovranno stabilire di chi, ma quello che è avvenuto è omicidio”, ha dichiarato, sottolineando come, a suo avviso, la tragedia sia strettamente legata a scelte e omissioni riconducibili alla gestione del locale e ai controlli preventivi.
L’imprenditore ha insistito in particolare sul tema della licenza e delle autorizzazioni amministrative. Secondo la sua valutazione, la struttura non avrebbe mai dovuto ottenere il permesso di esercizio in assenza di adeguate uscite di sicurezza e di percorsi di evacuazione conformi alle normative. Un punto che, per chi gestisce locali frequentati da centinaia di persone, rappresenta l’elemento centrale nella fase di progettazione e di apertura al pubblico.

Briatore ha ribadito con fermezza la propria posizione: “Quel locale non doveva neanche avere la licenza – commenta Briatore, imprenditore piemontese che gestisce più di un locale in Italia e nel mondo –. Come ha fatto un locale come quello a ottenere la licenza? Non si può dare la licenza a un locale che non ha uscite di sicurezza”. L’attenzione è quindi concentrata sulla progettazione delle vie di fuga e sulla loro effettiva fruibilità in caso di emergenza.
Richiamando la propria esperienza nella gestione di strutture di intrattenimento, Briatore ha precisato che in tutti i suoi locali la progettazione parte dalle uscite di sicurezza e non dagli aspetti estetici o commerciali. “C’era una sola scala, piccola, angusta [..]. Per noi, in tutti i locali che abbiamo nel mondo, le uscire di sicurezza sono la parte fondamentale della progettazione. Prima si sistemano le uscite e ci si assicura che siano sufficienti, si controlla che siano facilmente accessibili, che siano larghe, che siano visibili da ogni punto della sala. Poi si fa il resto”.
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