
Crans-Montana resta al centro delle cronache dopo la tragedia della notte di Capodanno. Nelle ultime ore lo sgomento si è esteso anche alle aggressioni subite dai giornalisti impegnati a raccontare i fatti: due inviati Rai, tra cui l’inviata di Ore 14, sono stati vittime di episodi violenti mentre svolgevano il loro lavoro nella località svizzera.
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Crans-Montana, l’inviata di Ore 14 colpita con acqua gelida durante il servizio
Nelle ore successive alla strage di Capodanno a Crans-Montana, dove un incendio ha provocato la morte di 40 giovani, la giornalista Francesca Crimi, inviata del programma Rai Ore 14 condotto da Milo Infante, è stata vittima di un episodio di aggressione mentre seguiva gli sviluppi dell’inchiesta.
Secondo la ricostruzione fornita, nel tardo pomeriggio un uomo non identificato si sarebbe avvicinato alla troupe formata dall’inviata e dal collega Marco Bonifacio, per poi colpirli con un getto di acqua ghiacciata proveniente da una pompa. Il fatto è avvenuto all’aperto, in condizioni ambientali già molto difficili, con temperature attorno ai -10 gradi, esponendo i giornalisti a un rischio concreto per la salute e l’incolumità.
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La posizione della Rai e l’intervento di Milo Infante
A seguito dell’episodio, la Rai ha diffuso una nota con cui ha manifestato la propria ferma condanna, definendo quanto accaduto un “atto vergognoso e vigliacco”. L’azienda ha espresso solidarietà ai professionisti coinvolti e ha stigmatizzato ogni forma di violenza ai danni degli operatori dell’informazione impegnati sul campo.
Anche il conduttore di Ore 14, Milo Infante, è intervenuto per commentare il caso, sottolineando la gravità dell’accaduto e ricordando che si è trattato di un’aggressione rivolta a una collega che stava semplicemente svolgendo il proprio incarico giornalistico con correttezza e professionalità. Nella stessa giornata, sempre a Crans-Montana, si è verificato un ulteriore episodio di violenza contro i giornalisti.
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