
L’indagine sull’incendio del Constellation, avvenuto nella notte di Capodanno a Crans-Montana, entra in una fase considerata decisiva dalle autorità giudiziarie svizzere. A pochi giorni dalla tragedia che ha causato la morte di numerosi giovani e il ferimento di molte altre persone, i titolari del locale sono stati ascoltati per la prima volta dal Ministero pubblico del Vallese. Si tratta di un passaggio chiave nel procedimento penale, che punta a chiarire le responsabilità nella gestione del locale e nelle misure di sicurezza adottate.
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Crans-Montana, Jacques Moretti è stato arrestato
Nella mattinata di oggi, venerdì 9 gennaio, i coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari del Constellation, si sono presentati per un lungo interrogatorio davanti agli inquirenti. Al termine dell’audizione, la Procura ha disposto la detenzione di Jacques Moretti, ritenendo sussistente un concreto pericolo di fuga. Il provvedimento restrittivo, secondo la procedura prevista, dovrà ora essere esaminato e convalidato dal Tribunale delle Misure Coercitive del Vallese entro il termine di 48 ore.
La misura cautelare riguarda al momento il solo Jacques Moretti, mentre la posizione di Jessica Moretti resta oggetto di approfondimento da parte della magistratura. I due sono formalmente indagati per le ipotesi di reato di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose, contestazioni che riflettono la gravità del bilancio della notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Le prossime decisioni sul piano cautelare saranno determinanti anche per la prosecuzione degli interrogatori e per l’acquisizione di ulteriori elementi di prova. L’inchiesta, coordinata dalla Procura vallesana con il supporto delle forze di polizia e degli esperti tecnici, si concentra in questa fase sia sugli aspetti gestionali del locale, sia sulle condizioni di sicurezza presenti al momento del rogo. Ogni elemento relativo alle vie di fuga, ai sistemi antincendio, alla capienza autorizzata e alle autorizzazioni amministrative è oggetto di verifiche puntuali, in un contesto segnato da forte attenzione pubblica e istituzionale.

Arrivo al Ministero pubblico e atteggiamento davanti ai media
L’ingresso dei coniugi Moretti nell’edificio del Ministero pubblico è avvenuto sotto l’occhio di numerose telecamere e fotografi. Jessica Moretti, con occhiali da sole, e il marito sono stati ripresi mentre attraversavano l’area antistante la sede giudiziaria, presidiata da giornalisti e operatori dei media. Pur non cercando di evitare la presenza della stampa, i due hanno mantenuto un atteggiamento estremamente riservato, senza rispondere alle domande che venivano loro rivolte. Nonostante le sollecitazioni dei cronisti, nessuna dichiarazione è stata rilasciata al momento dell’accesso agli uffici della Procura. Le domande riguardavano in particolare la dinamica dell’incendio del Constellation, le condizioni di sicurezza del locale e le prime reazioni dei titolari alla tragedia. Questo silenzio iniziale ha accompagnato l’intera fase di ingresso nell’edificio, in un clima di forte tensione e attenzione mediatica.
Solo in un secondo momento, all’esterno, Jessica Moretti ha scelto di pronunciare una breve frase, raccolta dall’emittente televisiva Léman Bleu, affermando: «Ci tengo a porre le mie scuse». Nessun ulteriore chiarimento è stato aggiunto, né sono stati specificati destinatari o contenuti di tali scuse. La dichiarazione, estremamente sintetica, si inserisce in un contesto in cui il procedimento penale è ancora nelle sue fasi iniziali e molte circostanze devono essere ancora ricostruite con precisione. Le autorità inquirenti, dal canto loro, mantengono il massimo riserbo sui contenuti dell’interrogatorio, limitandosi a confermare l’avvenuta audizione e il successivo provvedimento di detenzione nei confronti di Jacques Moretti. La scelta di non divulgare particolari sulle risposte fornite dai coniugi si inserisce nella prassi dei procedimenti penali in corso, soprattutto in presenza di un fatto di cronaca con un impatto così rilevante sull’opinione pubblica.
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