
A distanza di giorni dalla tragedia di Capodanno che ha sconvolto Crans-Montana, continuano a emergere elementi destinati a pesare in modo decisivo sull’inchiesta. La Procura del Canton Vallese sta ricostruendo con precisione le responsabilità legate all’incendio che ha trasformato il bar Le Constellation in una trappola mortale. Documenti tecnici, testimonianze e dichiarazioni agli inquirenti stanno delineando uno scenario che solleva interrogativi pesanti sulle scelte fatte prima del rogo.
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La schiuma fonoassorbente installata nel locale: cosa rivelano le schede tecniche
Al centro dell’indagine c’è la schiuma in poliuretano utilizzata per insonorizzare il soffitto del piano seminterrato del locale. Si tratta di un materiale acquistato da Jacques Moretti presso un punto vendita della catena di bricolage Hornbach, al prezzo di circa 17 euro al metro quadrato. Secondo quanto emerso, la schiuma non era solo priva di caratteristiche ignifughe, ma veniva esplicitamente classificata come altamente infiammabile.
Le avvertenze riportate nella scheda tecnica del prodotto erano chiare: il materiale doveva essere tenuto lontano da fiamme libere, sigarette e fonti di calore. Indicazioni che, alla luce dei fatti, assumono un peso decisivo nell’accertamento delle responsabilità penali.

L’ammissione di Jacques Moretti davanti ai magistrati
Durante l’interrogatorio, Jacques Moretti, 49 anni, ha ammesso di aver acquistato personalmente la schiuma e di averla fatta installare per migliorare l’insonorizzazione del locale. L’uomo è indagato insieme alla moglie Jessica per omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposo.
Gli inquirenti stanno valutando se l’utilizzo di quel materiale in un locale pubblico sia stato frutto di negligenza o di una scelta consapevole. Dai dati disponibili online relativi al prodotto venduto da Hornbach emerge infatti che, proprio a causa dell’elevata infiammabilità, non era adatto a spazi aperti al pubblico, ma a contesti privati e controllati.
Come si è sviluppato l’incendio al Constellation
Secondo la ricostruzione degli investigatori, l’incendio sarebbe stato innescato in modo accidentale da alcuni camerieri, che avrebbero avvicinato una candela pirotecnica al soffitto del piano seminterrato. Il contatto con la schiuma fonoassorbente ha provocato una combustione rapidissima.
La porosità del poliuretano, ricco di ossigeno, ha favorito una propagazione violenta delle fiamme, che in pochi istanti hanno coinvolto arredi e strutture, causando un flash-over e sprigionando fumi altamente tossici. In pochi minuti il locale è diventato una gabbia di fuoco: 40 morti e 116 feriti è il bilancio ufficiale.
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