
Influenza K, parlano Bassetti e Pregliasco: cosa è meglio usare tra ibuprofene e paracetamolo – Ibuprofene o paracetamolo? È una delle domande più frequenti in queste settimane segnate dall’influenza K, che continua a colpire milioni di italiani. Secondo l’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, nella settimana dal 29 dicembre al 4 gennaio si registra un lieve calo dei contagi: circa 803 mila nuovi casi in sette giorni, per un totale che dall’inizio della stagione ha raggiunto 7,5 milioni di infezioni. L’incidenza resta più alta, come accade ogni anno, nella fascia 0-4 anni, con circa 37 casi ogni mille assistiti. Ma la sensazione diffusa, tra medici e pazienti, è che quest’anno i sintomi siano più duri da gestire.

Influenza K, parlano Bassetti e Pregliasco: cosa è meglio usare tra ibuprofene e paracetamolo
Davanti a febbre alta, dolori diffusi e spossatezza persistente, in molti casi si è fatto ricorso più spesso all’ibuprofene. Secondo Antonio Magi, presidente dell’Ordine dei medici di Roma e provincia, è “probabile” che l’uso di questo farmaco sia aumentato, anche se per ora mancano dati ufficiali. Nella Capitale e nelle aree limitrofe diversi medici di base avrebbero preferito l’ibuprofene al paracetamolo per fronteggiare una sintomatologia più intensa e prolungata. L’intensità dell’influenza è segnalata come molto alta in Campania, alta in Sicilia e Marche, media in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia e Umbria, mentre resta bassa nel resto d’Italia. Un dato accomuna le forme più serie: la maggior parte dei casi gravi riguarda persone non vaccinate.

Ibuprofene o paracetamolo: cosa cambia davvero
Dal punto di vista medico, è importante chiarire le differenze. Paracetamolo e ibuprofene sono entrambi farmaci sintomatici, ma agiscono in modo diverso. Il paracetamolo è principalmente un antipiretico, quindi abbassa la febbre. L’ibuprofene è invece un antinfiammatorio, con un’azione più ampia su dolori muscolari e articolari.
Secondo Fabrizio Pregliasco, “non è che quest’anno l’influenza sia diversa”. È però vero che si sta osservando “molta influenza vera”, quella classica, caratterizzata da esordio brusco, febbre elevata, sintomi respiratori e dolori muscolari diffusi, legati all’attivazione della risposta infiammatoria dell’organismo.
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