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3500 agenti di polizia mandati nella città italiana: cosa sta succedendo

Ingresso della stazione Termini a Roma

3500 agenti di polizia mandati nella città italiana: cosa sta succedendo – Nel cuore della stazione Termini, principale snodo ferroviario della Capitale e tra i più frequentati d’Europa, è in corso un’indagine articolata che sta mettendo in allarme istituzioni e cittadini. Dopo la brutale aggressione subita da un funzionario del ministero di 57 anni, il numero delle persone fermate è salito a quattro, mentre gli inquirenti cercano di delineare il profilo di una possibile gang responsabile di più episodi violenti nell’area.

3500 agenti di polizia mandati nella città italiana: cosa sta succedendo

L’uomo, che si stava recando in farmacia nella zona di via Giovanni Giolitti, è stato colpito con estrema violenza sotto i portici, senza che emergano al momento elementi riconducibili a una rapina o a una lite precedente. La vittima è stata trasferita d’urgenza in ospedale e si trova ancora ricoverata in terapia intensiva, intubata a causa delle gravi lesioni al volto e al capo riportate durante il pestaggio. Un ruolo centrale nelle indagini è svolto dalle telecamere di videosorveglianza installate nell’area della stazione Termini e nelle vie limitrofe. Le immagini, esaminate in modo sistematico dagli investigatori fin dalle prime ore successive all’episodio, avrebbero consentito di ricostruire in modo piuttosto chiaro la dinamica: nessuno scambio verbale, nessun tentativo di sottrarre denaro o effetti personali, ma un attacco improvviso e particolarmente aggressivo ai danni di una persona sola e disarmata.

Dai filmati emergerebbero anche elementi utili all’identificazione dei presunti aggressori, come gli indumenti indossati, la corporatura e altri dettagli fisici, successivamente confrontati con i soggetti individuati e fermati. Le autorità stanno incrociando questi dati con le banche dati esistenti per verificare eventuali collegamenti con altri episodi di violenza avvenuti nella stessa zona o in altri quartieri della città.

Controlli delle forze dell'ordine nei pressi della stazione Termini

Il lavoro della Procura di Roma e le prime ipotesi investigative

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per fare piena luce su quanto è avvenuto nella notte tra sabato e domenica nelle vicinanze di via Giovanni Giolitti, un’area già nota alle forze dell’ordine come contesto problematico dal punto di vista della sicurezza. Gli inquirenti stanno passando al vaglio ogni dettaglio, considerando la possibilità che il funzionario possa essere stato aggredito solo per aver attraversato una zona percepita come “territorio” di un gruppo violento. Al momento, l’ipotesi principale è quella di un’azione riconducibile a dinamiche di controllo del territorio da parte di bande giovanili, con modalità che non appaiono legate a motivazioni economiche immediate. Alcuni elementi raccolti suggeriscono una forma di intimidazione o di affermazione di potere sullo spazio pubblico, che si traduce in episodi di violenza anche contro vittime casuali.

Con l’accusa di tentato omicidio aggravato, oltre ai primi due sospetti sottoposti a fermo, sono stati individuati e bloccati altri giovani, in prevalenza di origine tunisina. Tra loro figurano persone con precedenti penali per reati violenti, nonché almeno un soggetto in posizione irregolare sul territorio nazionale. La corrispondenza tra i loro tratti somatici, gli abiti e le immagini catturate durante l’aggressione ha costituito un riscontro rilevante per gli inquirenti. Parallelamente, le autorità stanno cercando di stabilire se gli arrestati siano parte di una gang organizzata già monitorata in passato, oppure se si tratti di un gruppo più recente, emerso negli ultimi mesi nell’area della stazione Termini. L’obiettivo è comprendere eventuali collegamenti con altre azioni violente registrate negli ultimi tempi, per delineare un quadro complessivo delle responsabilità.

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