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“Ci ha lasciati”. Addio alla ministra italiana, il drammatico annuncio

Ritratto di Valeria Fedeli, ex ministra dell’Istruzione e dirigente sindacale

“Ci ha lasciati”. Addio alla ministra italiana, il drammatico annuncio – È scomparsa questa mattina, all’età di 76 anni, Valeria Fedeli, storica dirigente sindacale, esponente di primo piano della sinistra italiana ed ex ministra dell’Istruzione nel governo guidato da Paolo Gentiloni. La notizia del decesso è stata resa nota dai familiari, che hanno comunicato la sua morte mantenendo il massimo riserbo sulle circostanze e sul luogo della scomparsa.

Valeria Fedeli durante un evento pubblico

“Ci ha lasciati”. Addio alla ministra italiana, il drammatico annuncio

Con la morte di Valeria Fedeli si chiude una lunga stagione di impegno civile, politico e sindacale, che l’ha vista protagonista in ruoli diversi, ma sempre centrali, all’interno del mondo del lavoro, delle istituzioni e dei movimenti per i diritti. Nel corso della sua carriera è stata riconosciuta come una delle figure più identificabili dell’area progressista italiana. Nata a Treviglio, in provincia di Bergamo, nel 1949, fin da giovane si è avvicinata al sindacato, iniziando un percorso che l’avrebbe portata a ricoprire incarichi di grande responsabilità. Il suo profilo pubblico è cresciuto progressivamente, fino a diventare un punto di riferimento per numerose vertenze e campagne in difesa dei lavoratori.

Nel corso dei decenni, la sua azione ha intrecciato il mondo sindacale, le battaglie per i diritti civili, l’impegno per la parità di genere e, in ultimo, l’esperienza nelle istituzioni parlamentari e governative. La sua figura è stata spesso associata a un’idea di servizio pubblico inteso come tutela delle persone più esposte e delle fasce sociali più deboli.

Le origini nel sindacato e l’ascesa nella Cgil

Il nucleo centrale della biografia di Valeria Fedeli è rappresentato dalla sua attività sindacale nella Cgil, il maggiore sindacato italiano. Entrata giovanissima nell’organizzazione, ha percorso i vari livelli di rappresentanza fino a entrare nella direzione nazionale, assumendo un ruolo di primo piano nelle relazioni industriali e nelle trattative con il mondo delle imprese. In particolare, il suo nome è legato alla Filtea-Cgil, la federazione che rappresentava i lavoratori del settore tessile, dell’abbigliamento, del cuoio e delle calzature. In questo comparto ha maturato una lunga esperienza, divenendo in seguito segretaria generale della categoria. Tale incarico le ha consentito di seguire da vicino la trasformazione del sistema produttivo e le crisi industriali che hanno interessato uno dei settori storici del manifatturiero italiano.

Durante gli anni trascorsi alla guida della Filtea-Cgil, Fedeli è stata coinvolta in numerosi tavoli di confronto su ristrutturazioni aziendali, ammortizzatori sociali, contrattazione collettiva e difesa dei posti di lavoro. Ha seguito vertenze territoriali complesse, spesso legate alla delocalizzazione delle produzioni e alla perdita di competitività di alcune filiere tradizionali. Il suo contributo è stato riconosciuto anche all’interno della stessa Cgil, dove ha rappresentato una delle voci più ascoltate su temi come la tutela delle lavoratrici, la sicurezza nei luoghi di lavoro e la necessità di coniugare innovazione tecnologica e diritti sindacali. Nel corso del tempo ha contribuito a far emergere la specificità delle lavoratrici del settore tessile, spesso caratterizzato da forte presenza femminile e condizioni contrattuali fragili.

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