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Addio al grande comico italiano: ha segnato un’intera generazione

Luciano Manzalini dei Gemelli Ruggeri

Addio al grande comico italiano: ha segnato un’intera generazione – È morto Luciano Manzalini, attore e comico bolognese noto al grande pubblico come una delle due anime dei Gemelli Ruggeri. Aveva da poco compiuto 74 anni. Il decesso è avvenuto nel pomeriggio, presso la clinica Villa Paola, dove era ricoverato a causa di una patologia che, da tempo, ne aveva compromesso le condizioni di salute. A darne notizia è stato il suo storico partner artistico Eraldo Turra, con cui Manzalini ha condiviso decenni di carriera. L’attore ha ricordato come “Quasi un anno fa aveva avuto un ictus, purtroppo, ed era ricoverato”, confermando il progressivo aggravarsi del quadro clinico. “Addio amico mio”, il suo saluto pubblico, semplice e commosso.

Addio al grande comico italiano: ha segnato un’intera generazione

Nel duo, Luciano Manzalini era conosciuto dal pubblico televisivo come “lo smilzo” dei Gemelli Ruggeri, grazie alla figura esile e alla presenza scenica capace di unire fisicità e tempi comici sempre molto precisi. Insieme a Turra ha contribuito in modo determinante alla nascita di un filone di comicità surreale che ha segnato un’epoca. La loro attività ha attraversato gli anni Ottanta e Novanta, fino ai Duemila, lasciando un’impronta rilevante nella televisione italiana, tra programmi di intrattenimento e trasmissioni comiche che hanno formato intere generazioni di spettatori.

Gli esordi e l’affermazione dei Gemelli Ruggeri

La consacrazione di Luciano Manzalini e dei Gemelli Ruggeri sul piccolo schermo avviene con i Mixerabili, una rubrica inserita all’interno del programma di Gianni Minà su RaiDue. È in questo contesto che il loro stile, fondato su tempi comici rapidi, dialoghi paradossali e invenzioni linguistiche, inizia a farsi conoscere a un pubblico sempre più vasto. Il talento del duo viene presto notato da Antonio Ricci, che nel 1983 li chiama a far parte del cast di Drive In, trasmissione simbolo della tv commerciale dell’epoca. Qui i Gemelli Ruggeri trovano uno spazio centrale all’interno di un contenitore che lancia molti protagonisti della comicità italiana di quegli anni. Nel 1987 arriva poi l’esperienza di Lupo Solitario, sempre legata al mondo televisivo di Ricci. In questa fase nascono alcuni tra i personaggi più ricordati del duo, come i surreali corrispondenti della televisione di Stato di Croda, immaginario Paese dell’Europa orientale, costruito ad arte per giocare con i cliché del periodo e con il linguaggio.

Proprio attraverso questi sketch prende forma il celebre grammelot dell’Est, un linguaggio inventato, che richiama sonorità slave e centro-europee senza appartenere ad alcuna lingua reale. La scelta di usare un finto idioma consente a Manzalini e Turra di giocare su suoni, espressioni e gestualità, rendendo i loro sketch comprensibili e divertenti anche senza un significato letterale delle parole.

I Gemelli Ruggeri in uno spettacolo comico

Uno stile comico unico nel panorama televisivo

“Una grande epopea, ci divertivamo moltissimo”, ha ricordato Eraldo Turra ripensando agli anni trascorsi insieme, sottolineando quanto quel periodo sia stato decisivo non solo per le loro carriere, ma anche per l’evoluzione della comicità italiana. Il percorso di Luciano Manzalini si colloca infatti in un momento di forte trasformazione dei linguaggi televisivi, tra satira, intrattenimento leggero e sperimentazione. Il loro marchio di fabbrica è una miscela di satira, assurdo e invenzione linguistica, che distingue i Gemelli Ruggeri da altre coppie comiche dell’epoca. La capacità di lavorare sul non-sense, di mescolare riferimenti alla politica, all’attualità e alla cultura di massa in forma grottesca ha reso i loro sketch immediatamente riconoscibili. Attorno a loro, in quegli anni, si forma una vera e propria “scuola” di comicità che coinvolge numerosi interpreti poi divenuti volti noti: tra questi Patrizio Roversi, Siusi Blady, Freak Antoni e Vito. Il contesto di lavoro condiviso contribuisce alla nascita di collaborazioni, contaminazioni e nuove forme di spettacolo comico tra tv e palcoscenico.

La figura di Luciano Manzalini, in particolare, si distingue per l’uso del corpo, degli sguardi e del silenzio, elementi che si affiancano alle battute e ai dialoghi surreali. La componente fisica del suo modo di recitare diventa parte integrante della sua comicità visiva, tanto quanto i testi e il grammelot.

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