
Dopo la paura vissuta ieri, quando la terra ha tremato in modo netto e improvviso, la popolazione è tornata a spaventarsi. Nella notte, due nuove scosse ravvicinate hanno riacceso l’ansia e riportato alla mente quei momenti di tensione che molti speravano fossero già alle spalle. Un risveglio agitato, fatto di controlli sui telefoni, messaggi scambiati tra familiari e quella sensazione di instabilità che accompagna ogni replica sismica.

Si rinnova la paura: due scosse di terremoto ravvicinate
Il sisma della mattinata precedente era stato percepito distintamente in ampie aree, con un movimento chiaro e riconoscibile che aveva fatto oscillare oggetti e spinto molte persone a uscire all’aperto per precauzione. Gli esperti avevano spiegato che in quel tratto del territorio fenomeni di questo tipo possono verificarsi, legati alla struttura profonda della crosta terrestre, e che scosse successive di assestamento rientrano in un quadro noto e monitorato. Proprio in questo contesto si inseriscono le due nuove scosse registrate nelle ore notturne, eventi di minore intensità che hanno però contribuito a mantenere alta l’attenzione e la preoccupazione tra i residenti.

Nuove scosse di assestamento dopo il sisma
Dopo le due forti scosse di terremoto di magnitudo 4.3 e 4.1 registrate nella mattinata di martedì 13 gennaio l’attività sismica non si è arrestata. Nel corso della notte la terra ha continuato a muoversi, con ulteriori eventi di minore intensità localizzati nella stessa zona.
Le forniture di dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) di Roma indicano che i sismografi hanno rilevato due nuove scosse, entrambe di magnitudo 1.8 sulla scala Richter, avvenute rispettivamente alle 22:54 e alle 3:34. I due eventi sono stati caratterizzati da ipocentri a circa 23 e 25 chilometri di profondità, riconducibili quindi a fenomeni sismici di origine relativamente profonda.
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