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“Ce l’aveva in tasca”. Cosa si scopre su Emanuele: la famiglia è furiosa

Crans-Montana, il dettaglio choc su Emanuele e la rabbia della famiglia

Sarà un unico pool di medici legali a eseguire le autopsie sui corpi dei giovani italiani morti nel rogo del locale di Crans-Montana, in Svizzera. La decisione, adottata dalla Procura di Roma, rappresenta un passaggio centrale nell’inchiesta avviata dall’autorità giudiziaria italiana dopo la tragedia della notte di Capodanno, con l’obiettivo di coordinare e rendere omogenei tutti gli accertamenti medico-legali relativi alle vittime connazionali.

Crans-Montana, il dettaglio choc su Emanuele e la rabbia della famiglia

Crans-Montana, cooperazione italo-svizzera sulle perizie dell’incendio

L’indirizzo della Procura capitolina è quello di uniformare le perizie e consolidare il quadro probatorio a disposizione dello Stato italiano, che si è attivato su impulso dei familiari delle vittime per affiancare, sul piano tecnico e documentale, l’azione degli inquirenti elvetici. L’incendio nel locale Le Constellation ha provocato 40 morti e oltre 100 feriti e resta al centro di un complesso lavoro investigativo, sia sul fronte delle responsabilità, sia sulla ricostruzione precisa delle dinamiche interne al locale.

Crans-Montana, il dettaglio choc su Emanuele e la rabbia della famiglia

Tragedia di Capodanno: autopsie per ricostruire dinamiche e cause

Il provvedimento della Procura riguarda tutti i cittadini italiani deceduti nel disastro e mira a evitare valutazioni divergenti sulle cause dei decessi. Un fascicolo unico di perizie, redatte dallo stesso collegio di esperti, consentirà di disporre di un quadro tecnico coerente, utilizzabile anche nel confronto istituzionale con le autorità svizzere. L’indagine italiana, infatti, non può sfociare in un procedimento penale autonomo sul merito dei fatti avvenuti all’estero, ma può raccogliere elementi utili, documenti e relazioni peritali in grado di supportare l’accertamento delle responsabilità in Svizzera.

In questa cornice, l’autopsia viene considerata uno degli strumenti più rilevanti per la ricerca della verità su quanto accaduto a Crans-Montana, alla luce anche delle tempistiche con cui sono stati disposti gli esami nei giorni successivi al rogo. Il ritardo nell’esecuzione delle analisi sui corpi delle vittime è stato più volte segnalato come un possibile fattore di criticità, perché può incidere sulla qualità e completezza delle informazioni medico-legali disponibili. Tra i casi al centro dell’attenzione degli inquirenti italiani vi è quello di Emanuele Galeppini, 17 anni, originario di Genova, uno dei cinque giovani italiani che hanno perso la vita nel rogo di Crans-Montana.

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