
La posizione di Donald Trump sulla guerra in Ucraina torna al centro del dibattito internazionale, con un nuovo irrigidimento nei confronti di Volodymyr Zelensky e segnali di rinnovata apertura verso Vladimir Putin. Al centro resta l’interrogativo su chi ostacoli davvero il percorso verso la pace.
Secondo il presidente degli Stati Uniti, la responsabilità ricadrebbe principalmente su Kiev. In una recente intervista a Reuters, Trump ha affermato: «Putin è pronto a un accordo, mentre l’Ucraina lo è meno», una dichiarazione destinata a riaccendere le tensioni diplomatiche.
Leggi anche: Esplosione in Italia, crolla l’edificio in fiamme: ricerche disperate tra le macerie

Il vertice di Davos e le aspettative di Kiev
I prossimi giorni saranno dominati dall’attesa per il faccia a faccia tra Trump e Zelensky, previsto a margine del Forum economico di Davos. L’appuntamento in Svizzera, tradizionalmente dedicato ai temi economici globali, si trasforma così in uno snodo politico e diplomatico di grande rilievo, da cui molti osservatori si aspettano chiarimenti sulla strategia americana nel conflitto.
Da Kiev filtra che l’appuntamento sia considerato cruciale per ottenere garanzie di sicurezza occidentali, non solo sul piano degli aiuti militari ed economici, ma anche in termini di deterrenza a lungo termine. Diversi governi europei osservano con attenzione, temendo che un’eccessiva apertura verso Mosca possa indebolire la posizione negoziale ucraina.
Bombardamenti russi e crisi energetica in Ucraina
Mentre sul piano diplomatico si discute, la guerra continua sul terreno. Nelle ultime settimane Kiev e altre aree del Paese sono state colpite da intensi bombardamenti russi contro infrastrutture critiche.
Il sistema energetico ucraino ha subito gravi danni, con blackout prolungati e interruzioni del riscaldamento. La situazione è aggravata dalle temperature sotto i meno venti gradi, che rendono la mancanza di elettricità un rischio diretto per la popolazione civile. Le organizzazioni umanitarie segnalano un peggioramento delle condizioni di vita.

Missioni diplomatiche e ruolo degli emissari americani
Nei giorni precedenti Davos erano circolate indiscrezioni su una possibile missione a Mosca di figure vicine a Trump, come Steve Witkoff e Jared Kushner. Interpellato, il presidente ha però dichiarato di non esserne a conoscenza, prendendo le distanze da iniziative informali.
La mancanza di conferme ufficiali contribuisce a mantenere un quadro di incertezza sulla reale strategia statunitense e sull’eventuale avvio di negoziati strutturati.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva