
La vicenda che ha portato alla morte di Federica Torzullo si sviluppa a partire da una giornata apparentemente ordinaria, segnata da consuete attività familiari e dallo scambio di brevi messaggi. Nella villetta affacciata sul lago, dove la donna di 41 anni, dipendente delle Poste Italiane, viveva con il marito e il figlio di dieci anni, la quotidianità sembrava procedere senza elementi anomali. L’8 gennaio, però, la donna scompare e il suo mancato rientro viene inizialmente percepito come un’assenza insolita, ma non subito come un evento allarmante.
Nelle ore successive, mentre i parenti cercano di comprendere dove possa trovarsi, emerge un particolare collegato alla routine mattutina del nipote. Il bambino aveva trascorso la notte a casa dei nonni e la madre, nota per la sua precisione e abitudine a organizzare ogni dettaglio, avrebbe comunicato in anticipo una modifica nella colazione del mattino. La nonna riferisce che Federica le aveva illustrato come preparare l’impasto per le crêpes, descrivendo con attenzione passaggi e dosi.


Federica Torzullo, i messaggi WhatsApp del 9 gennaio
Secondo quanto ricostruito, la mattina del 9 gennaio viene avviata una conversazione su WhatsApp tra la nonna materna e il cellulare di Federica. Alle 7.33, la madre di Federica scrive: “Cosa ci metto nelle crêpes?”. Alle 7.55 arriva la risposta: “Nutella“. La nonna replica sottolineando che quel prodotto non è mai stato acquistato in casa: “Non ce l’ho, non l’ho mai comprata!“. Poco dopo, giunge un ulteriore messaggio con la correzione: “Marmellata“. Quando la nonna comunica di aver deciso di servire la consueta colazione, la conversazione si chiude con l’ultimo testo: “Ok“., inviato intorno alle 8.05.
In un primo momento lo scambio appare compatibile con un normale dialogo mattutino. In seguito, però, alcuni familiari fanno notare che la Nutella non veniva mai utilizzata in quella casa, per una scelta precisa della nonna riguardo all’alimentazione del nipote. Questo elemento, secondo le successive verifiche, diventa uno dei punti di attenzione degli investigatori.
Le verifiche degli inquirenti e i primi riscontri
Dalle indagini svolte da forze dell’ordine e Carabinieri, emerge che il cellulare di Federica Torzullo risultava ancora collegato alla cella dell’abitazione nelle ore dei messaggi. Parallelamente, i rilievi eseguiti all’interno della casa e sui veicoli in uso alla famiglia portano alla scoperta di tracce di sangue nel soggiorno e sull’auto del marito.
Il quadro che si delinea, sulla base di questi dati, risulta difficilmente compatibile con l’immagine di una donna viva che utilizza il proprio telefono nelle prime ore del mattino. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, matura così l’ipotesi che i messaggi inviati alla madre non sarebbero stati scritti personalmente da Federica.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva