
Un annuncio improvviso, arrivato in una fase già segnata da fragilità politiche e tensioni irrisolte, ha scosso il centrosinistra. In un momento in cui il cosiddetto campo largo fatica a trovare una sintesi sulla leadership, a mantenere la coesione interna e a rispondere con efficacia alle iniziative dell’opposizione, mentre il centrodestra continua a mantenere un netto vantaggio nei sondaggi, la notizia si è abbattuta come un nuovo colpo. Proprio mentre i gruppi dirigenti erano impegnati a ricompattare le file e a gestire un equilibrio sempre più complesso, è arrivata una decisione destinata ad aprire interrogativi e ad alimentare l’instabilità politica.

Dimissioni della sindaca di Arzano, nuova crisi per il centrosinistra
Nella mattinata di martedì 20 gennaio sono arrivate le dimissioni della sindaca di Arzano, comune della provincia di Napoli. La decisione apre una nuova fase di instabilità per il cosiddetto campo largo, già interessato da contrasti politici interni.
A lasciare l’incarico è stata Cinzia Aruta, che ha ufficializzato il proprio passo indietro con una nota formale. Nel testo la prima cittadina ha specificato: «Le mie dimissioni non rappresentano una resa personale, né un arretramento rispetto ai valori che hanno guidato questa esperienza amministrativa».

Le motivazioni delle dimissioni della sindaca di Arzano
Nella sua comunicazione, Aruta ha richiamato il metodo seguito durante il mandato amministrativo, rivendicando scelte rigorose e incentrate sull’ente pubblico: «In questi anni ho scelto di governare senza scorciatoie, assumendo decisioni rigorose, talvolta impopolari, ma orientate esclusivamente alla tutela dell’interesse pubblico».
La sindaca ha indicato come principale criticità non gli aspetti gestionali, ma il quadro politico e istituzionale. Secondo quanto chiarito nella nota, «quando il confronto smette di misurarsi sul merito delle scelte e si trasforma in un logoramento continuo, segnato da disimpegno e assenza di responsabilità, viene meno la possibilità di amministrare con chiarezza ed efficacia».
Da qui la scelta di dimettersi, definita da Aruta «un atto di libertà», assunto «per rispetto verso la città, verso le istituzioni e verso me stessa». Le parole contengono anche una critica implicita alla maggioranza che sosteneva l’esecutivo comunale, ritenuta non più in grado di garantire un supporto stabile all’attività amministrativa.
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