
Nella giornata di mercoledì 21 gennaio è arrivata la confessione di Claudio Carlomagno, indagato per l’omicidio della moglie Federica Torzullo, 41 anni, trovata senza vita nella loro abitazione di Anguillara Sabazia, alle porte di Roma. Nel frattempo, continuano ad emergere dettagli nel contesto delle indagini sulla dinamica dell’atroce delitto nonostante rimangano ancora diversi punti da chiarire e non tutti gli elementi del racconto convincano il procuratore incaricato.

Omicidio Federica Torzullo: la ricostruzione della sera dell’8 gennaio
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, nella serata dell’8 gennaio Federica si trovava sola in casa e stava preparando le valigie. Il marito era uscito per portare il figlio di 10 anni dai nonni materni. Al suo rientro, poco dopo le 21, si sarebbe consumata l’aggressione mortale.
Gli approfondimenti investigativi hanno messo in luce che la coppia conviveva da oltre un anno in una situazione di separazione in casa. Federica aveva iniziato una nuova relazione con un uomo residente ad Ascoli e ne aveva informato il coniuge, che non avrebbe accettato né la fine del matrimonio né una diversa organizzazione della vita del figlio.

La lite in casa e l’aggressione mortale
La sera dell’8 gennaio, dopo aver consumato la cena insieme, Carlomagno avrebbe accompagnato il bambino dai nonni e successivamente sarebbe tornato nell’abitazione di famiglia. In quel momento tra i due coniugi sarebbe esplosa una discussione, verosimilmente collegata proprio alla gestione del minore.
Sulla base dei risultati dell’autopsia, l’uomo avrebbe poi aggredito la moglie, colpendola con 23 coltellate. Quattro ferite sono state riscontrate sulle mani, considerate compatibili con tentativi di difesa, mentre le restanti hanno interessato in particolare il collo e il volto.
Dopo il decesso, l’indagato avrebbe continuato a infierire sul corpo, arrivando ad amputare una gamba. Gli investigatori stanno valutando se questa condotta sia riconducibile a un raptus o a un’azione mirata a facilitare il trasporto del cadavere.
“Ho aggredito Federica mentre era nuda in bagno”, ha detto nel corso dell’interrogatorio Carlomagno secondo quanto riporta Repubblica, “Ho fatto tutto in 40 minuti”. Ricostruzione che però non convince appieno . In bagno, non sono state trovate tracce di sangue significative e rimangono dubbi sui tempi: fare tutto in un’ora, continua Repubblica, significa che potrebbe essere stato aiutato.
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