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Guerra, è arrivata la doccia fredda: cosa sta succedendo

Delegazioni diplomatiche in arrivo ad Abu Dhabi per il trilaterale su Russia, Ucraina e Stati Uniti

I previsti colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Ucraina e Russia, che dovrebbero svolgersi tra oggi e domani ad Abu Dhabi, si presentano come un passaggio potenzialmente storico ma estremamente incerto. Sarebbero infatti i primi incontri strutturati tra le tre parti dopo quasi quattro anni di guerra in Ucraina, un conflitto che ha ridisegnato gli equilibri di sicurezza in Europa e nel mondo.

Al momento, tuttavia, nulla risulta davvero definito. Washington spinge con decisione per aprire un canale stabile di confronto, Kiev partecipa con cautela, mentre Mosca mantiene una posizione di forte prudenza e non conferma pienamente la formula dei colloqui.

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Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump a margine del Forum di Davos

L’ipotesi della tregua energetica e le riserve di Mosca

Sul tavolo emerge l’ipotesi di una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, un obiettivo minimo che la Casa Bianca potrebbe presentare come primo risultato tangibile. L’idea è quella di limitare i colpi contro centrali elettriche, raffinerie, depositi di carburante e nodi della rete energetica, bersagli privilegiati negli ultimi mesi.
L’apparente ottimismo statunitense si incrina rapidamente di fronte alle perplessità ucraine e soprattutto alle riserve espresse dalla Russia, che insiste nel ritenere squilibrata la bozza negoziale. In questo contesto, la cosiddetta “tregua energetica” viene percepita come fragile e facilmente reversibile.

L’ottimismo di Davos e la frenata dopo Trump-Zelensky

Il tema dei negoziati emerge con forza al Forum economico mondiale di Davos. «Siamo ormai alla fine del processo, sono davvero ottimista», dichiara l’inviato statunitense Steve Witkoff, parlando di molti successi e di una sola questione ancora irrisolta, legata ai territori contesi.
Nel pomeriggio, però, il quadro cambia. Dopo il bilaterale con Volodymyr Zelensky, Donald Trump afferma: «Non ne abbiamo discusso», riferendosi proprio alla questione territoriale. Zelensky accoglie con prudenza il trilaterale negli Emirati Arabi Uniti, chiarendo che i colloqui saranno condotti a un livello tecnico e che ogni passo richiederà compromessi reciproci.

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