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Garlasco, De Rensis choc: l’annuncio in tv e in studio cala il gelo assoluto

Il delitto di Garlasco resta uno dei casi giudiziari più analizzati della cronaca nera italiana. L’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007 nella villetta di famiglia, continua a suscitare attenzione pubblica e a sollevare interrogativi, in particolare sul movente che avrebbe portato all’uccisione della giovane.

Nel corso degli anni il procedimento penale e le relative indagini hanno delineato un quadro complesso, culminato nella condanna definitiva di Alberto Stasi. Tuttavia, la ricostruzione delle ragioni dell’omicidio rimane al centro del dibattito, anche alla luce di nuove attività difensive e consulenze tecniche.

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Ritratto di Alberto Stasi

Ore 14, il caso Garlasco torna al centro del dibattito televisivo

La puntata del 22 gennaio 2026 di “Ore 14”, programma condotto da Milo Infante, ha riportato l’attenzione sul caso Garlasco con un ampio approfondimento dedicato allo stato delle indagini e alle più recenti iniziative difensive e di parte civile.

Nel corso della trasmissione il conduttore ha evidenziato come, nei procedimenti per omicidio, il movente venga spesso ritenuto un elemento fondamentale per comprendere la dinamica del reato, mentre in alcune vicende – come quella di Chiara Poggi – la motivazione dell’azione delittuosa rimane incerta pur in presenza di una condanna definitiva.

Delitto di Garlasco, la pista della pedopornografia e il ruolo del computer

Tra le ipotesi discusse nel tempo, una delle più controverse riguarda la presunta presenza di materiale di pedopornografia riconducibile all’imputato. Tale pista, in passato considerata marginale o comunque ridimensionata, è tornata recentemente al centro dell’attenzione, con particolare riferimento al contenuto del computer di Alberto Stasi e all’eventuale impatto sui rapporti di coppia con Chiara Poggi.

Nel corso della puntata, Milo Infante ha ricordato come negli ultimi giorni siano emerse ricostruzioni su possibili discussioni tra i due fidanzati proprio in relazione ai file presenti nel pc dell’imputato. Per approfondire questo aspetto, il conduttore ha interpellato l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Stasi, facendo riferimento a una presunta “attività investigativa da parte dei consulenti della famiglia Poggi”.

La replica del legale è stata immediata: “Lei si sta riferendo agli annunci delle consulenze? Per il momento sono solo consulenze annunciate, non credo parlino di asini che volano anche se si è ipotizzato questo in merito ad altri consulenze, io rispetto il loro lavoro, ma continuano i condizionali. Per ora sono annunci di consulenze che nessuno ha visto, a cui sono seguiti commenti che hanno parlato di ‘certezze‘. Vedremo cosa diranno le consulenze vere quando saranno partorite e se ci saranno altre consulenze che smentiranno queste che sono state annunciate. Per il momento continuiamo la strada del condizionale”.

L'avvocato Antonio De Rensis in primo piano

La figura di Chiara Poggi e il tema del movente

Nel dibattito televisivo è stato affrontato anche il profilo personale di Chiara Poggi, ricostruito anche attraverso alcune conversazioni con il fidanzato. A questo proposito è intervenuta la criminologa Anna Vagli, chiamata a esprimere un parere sui rapporti tra i due e sul possibile collegamento con il movente dell’omicidio.

L’esperta ha dichiarato: “Certamente c’erano scambi consensuali con il fidanzato in merito a certi temi, ma non possiamo sapere cosa sia successo quella sera. La Cassazione consente di condannare una persona senza movente, ma quando viene ucciso qualcuno dobbiamo capire chi è stato, per capirlo dobbiamo partire dalla parte del cervello che regola le emozioni, l’umiliazione, la paura e la rabbia si mescolano, qualcosa ha spinto l’assassino a ucciderla, da lì dobbiamo capire il perché”.

Nel prosieguo della discussione, il conduttore ha espresso perplessità sulla centralità dell’elemento legato alla pornografia, ricordando che Chiara fosse a conoscenza delle abitudini del fidanzato: “Chiara sapeva che Alberto era solito guardare contenuti pornografici, lo sappiamo con ragionevole certezza, già dopo l’omicidio ne aveva parlato la cugina Stefania, che lo aveva saputo da Chiara”.

Su questa base, il tema del movente è tornato al centro del confronto in studio.

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