
Una svolta inattesa riporta al 2010 il calendario delle indagini sulla scomparsa di Izabela Zablocka, trentenne polacca di cui si erano perse le tracce in Inghilterra. A distanza di quasi quindici anni, i resti rinvenuti nel giardino di un’abitazione a Derby sono stati attribuiti, tramite analisi genetiche, proprio alla donna. Sul banco degli imputati c’è oggi la sua ex partner, Anna Podedworna, 40 anni, accusata di omicidio e di aver occultato il cadavere per oltre un decennio.
Secondo la ricostruzione presentata dall’accusa alla Derby Crown Court, il delitto sarebbe maturato in un contesto di gelosia sessuale e tensioni di coppia. Alla base delle contestazioni vi è l’ipotesi di una condotta definita dai magistrati come una sequenza di atti deliberati, calcolati e raccapriccianti, finalizzati dapprima a togliere la vita a Izabela e, subito dopo, a farne sparire ogni traccia.
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Il ritrovamento sotto il cemento nel giardino di Derby
Secondo l’impianto accusatorio, dopo l’uccisione il corpo della vittima sarebbe stato smembrato, inserito in sacchi di plastica neri e sepolto sotto una colata di cemento nel cortile della casa condivisa dalle due donne. L’operazione di occultamento sarebbe stata pianificata e realizzata con l’obiettivo di evitare qualunque scoperta.
Il caso rimane irrisolto fino al 2025, quando una comunicazione improvvisa alla polizia del Derbyshire riapre un fascicolo che sembrava destinato a restare senza risposte. A contattare le autorità sarebbe stata la stessa imputata, dopo essere stata interpellata da un giornalista polacco impegnato in un’inchiesta sui casi di connazionali scomparsi all’estero.
La segnalazione e le analisi del DNA
Anna Podedworna avrebbe indicato via e-mail che il corpo di Izabela Zablocka si trovava «sotto il cemento nel giardino» dell’abitazione di Derby. Gli scavi disposti dalla polizia hanno portato al rinvenimento di una sepoltura improvvisata contenente resti umani e animali.
Le ossa sono state sottoposte a esami forensi e genetici. Attraverso il test del DNA, comparato con quello dei familiari in Polonia, è stata confermata l’identità della donna scomparsa nel 2010. La presenza di resti animali accanto a quelli umani viene letta dagli inquirenti come un possibile tentativo di confondere eventuali ricerche.
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