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Gerry Scotti rompe il silenzio dopo il video di Corona: le sue parole

Gerry Scotti in una foto legata alla vicenda delle accuse diffuse online

Gerry Scotti interviene pubblicamente dopo le insinuazioni circolate online negli ultimi giorni, rilanciate da Fabrizio Corona nell’ambito del progetto Falsissimo. Al centro della vicenda ci sarebbero presunti comportamenti inappropriati e relazioni che il conduttore avrebbe avuto con alcune delle storiche Letterine di Passaparola circa 25 anni fa.

Il presentatore, noto per uno stile comunicativo misurato e raramente incline allo scontro mediatico, sceglie di rispondere attraverso un’intervista al Corriere della Sera. In quell’occasione respinge le ricostruzioni che lo riguardano, definendole una costruzione priva di fondamento e motivata da interessi economici e di visibilità.

La vicenda, rimbalzata sui social network e ripresa in modo frammentato da varie pagine e profili, ha generato una forte esposizione mediatica: non solo per il nome coinvolto, ma anche perché richiama un programma simbolo di un’epoca televisiva e figure, le “Letterine”, rimaste nell’immaginario collettivo.

Pur evitando toni incendiari, Scotti imposta la sua replica su due piani: da un lato la smentita netta delle accuse, dall’altro la difesa delle persone chiamate in causa indirettamente. Il punto, sottolinea, non riguarda soltanto la sua reputazione, ma anche la tutela di donne che oggi hanno un percorso personale e professionale consolidato.

Una smentita categorica e il tema delle fake news

Nel suo intervento, Gerry Scotti definisce le rivelazioni semplicemente false e le colloca dentro un meccanismo tipico della comunicazione digitale: contenuti costruiti per generare traffico, reazioni e monetizzazione. Il conduttore richiama la velocità con cui, sul web, una notizia non verificata può raggiungere milioni di persone, mentre la smentita fatica a ottenere la stessa attenzione.

Scotti descrive il fenomeno come una deriva alimentata da odio e cattiveria inaccettabile, ribadendo che la diffamazione non può essere considerata un prezzo inevitabile della visibilità. Nella sua ricostruzione, il punto non è soltanto la critica o la satira, ma la trasformazione del sospetto in “verità” condivisa, senza che vi sia un riscontro documentale o un confronto con i diretti interessati.

Un passaggio centrale riguarda anche la sproporzione numerica attribuita alle presunte relazioni: “30 ragazze? Mi sopravvalutano”. La frase, riportata in modo diretto, introduce un elemento di ironia amara, ma non cambia l’impianto della replica, che resta focalizzato sull’impatto concreto delle accuse.

Il conduttore spiega infatti che l’aspetto più grave, a suo avviso, è il coinvolgimento indiretto di ex collaboratrici di Passaparola, descritte online come se fossero parte di un racconto scandalistico. Scotti insiste sul fatto che non si tratta di figurine da ridurre a stereotipi, ma di professioniste che negli anni hanno costruito carriere, famiglie e identità pubbliche e private autonome.

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