
Un “disguido” nel trasporto pubblico su autobus avvenuto sulla tratta tra Calalzo e Cortina d’Ampezzo, nel Bellunese, ha portato all’apertura di verifiche interne e a un provvedimento nei confronti del conducente. Un bambino di 11 anni sarebbe stato fatto scendere dall’autobus perché privo del biglietto maggiorato introdotto con la nuova tariffazione legata alle Olimpiadi. L’episodio ha avuto conseguenze rilevanti e ha portato alla sospensione prudenziale dell’autista, oltre alla presentazione di una denuncia.
A renderlo noto è DolomitiBus, che in una comunicazione ufficiale precisa che la corsa era effettuata da La Linea Spa, società affidataria del servizio. DolomitiBus ha richiesto chiarimenti e, parallelamente, la società operativa ha avviato una commissione di indagine interna disponendo la sospensione temporanea del conducente coinvolto.

Autista sospeso: accertamenti e videosorveglianza
DolomitiBus riferisce «sollievo» dopo aver appreso dalla famiglia che il bambino «sta bene e non ha riportato gravi conseguenze», confermando al contempo l’avvio di tutti gli accertamenti necessari. L’azienda ricorda che i mezzi in servizio sono dotati di impianti di videosorveglianza e che le registrazioni potranno essere utilizzate per ricostruire la dinamica dei fatti.

Il nodo della tariffazione speciale olimpica
In base alla ricostruzione, il minore non sarebbe stato in possesso del biglietto giornaliero da 10 euro, introdotto dal 23 gennaio con la nuova tariffazione speciale olimpica. Il nuovo sistema prevede anche un abbonamento da 150 euro. Si tratta di una rimodulazione pensata in funzione dell’evento internazionale, ma con effetti anche sui residenti.
Il bambino, secondo quanto emerso, aveva con sé diversi biglietti ordinari da 2,50 euro; tuttavia, in mancanza del titolo ritenuto necessario, sarebbe stato fatto scendere dal mezzo.
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