
La procura di Belluno ha aperto un’indagine per abbandono di minore dopo la denuncia presentata dalla famiglia di Riccardo, un bambino di 11 anni costretto a scendere da un autobus di linea e a proseguire a piedi sotto la neve. L’episodio riguarda una corsa gestita nel territorio servito da DolomitiBus, azienda che si occupa del trasporto pubblico locale lungo il tragitto che il minore percorre quotidianamente per recarsi a scuola.
Secondo quanto ricostruito, al bambino sarebbe stato intimato di scendere dal mezzo perché sprovvisto del titolo di viaggio corretto, nonostante fosse in possesso di un carnet di biglietti regolarmente acquistati e utilizzati in precedenza per la stessa tratta.
Sei chilometri a piedi con temperature sotto zero
Dopo essere stato fatto scendere, Riccardo ha camminato da solo per circa un’ora e mezza, affrontando sei chilometri sotto la neve, con temperature sotto lo zero e mentre calava il buio. Il bambino è arrivato a casa in lacrime, infreddolito e in evidente stato di affaticamento fisico.
Alla madre ha raccontato di non sentire più le gambe e di aver fatto molta fatica a camminare nell’ultimo tratto del percorso. Le sue condizioni hanno subito allarmato la famiglia, che ha deciso di rivolgersi alle autorità competenti per chiarire quanto accaduto.
Le parole della madre: “Sono indignata”
La mamma di Riccardo, Sole Vatalaro, intervistata dal Tg1, ha descritto le condizioni del figlio al rientro a casa: «Tremava, aveva le lacrime ed era debole. Ha detto che l’ultimo tratto è stato duro, faceva fatica a camminare».
La donna ha espresso indignazione e preoccupazione per quanto accaduto: «Sono indignata e delusa, mi sono molto preoccupata e non trovo normale che un bambino venga lasciato a piedi». Il racconto della madre è diventato uno degli elementi centrali dell’attenzione mediatica, contribuendo a far emergere il caso a livello nazionale.
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