
L’Europa si avvia verso una fase meteorologica di forte impatto, legata alla formazione di un robusto campo di alta pressione di origine continentale, comunemente indicato come Anticiclone Russo-Scandinavo. La struttura si sta rafforzando tra le aree artiche e l’Europa orientale e sta favorendo la discesa di aria gelida verso latitudini più basse, con un progressivo coinvolgimento del cuore del continente.
Alla base della dinamica, secondo la ricostruzione dei principali centri di calcolo internazionali (tra cui ECMWF e NOAA), ci sono segnali di indebolimento del Vortice Polare e un recente riscaldamento stratosferico. La combinazione di questi fattori sta favorendo una circolazione capace di convogliare masse d’aria molto fredde dall’Europa nord-orientale verso ovest e sud-ovest, predisponendo condizioni invernali estreme su più Paesi.
Il passaggio dell’aria continentale, unito alla presenza di sistemi depressionari in movimento dai Balcani, potrebbe determinare nevicate intense e, in alcune aree, vere e proprie bufere di neve. Oltre al rischio di accumuli significativi, l’attenzione è rivolta alle possibili conseguenze su trasporti, reti energetiche e infrastrutture.

Blocco atmosferico, vento e mantenimento del freddo estremo
La configurazione in atto viene descritta come un blocco atmosferico: un’area di alta pressione molto estesa e intensa si posiziona tra Scandinavia e Russia settentrionale, con valori superiori ai 1050 hPa. Questa disposizione ostacola l’ingresso delle correnti più miti atlantiche e, allo stesso tempo, favorisce lo scorrimento di aria fredda verso sud e sud-ovest lungo un tracciato preferenziale.
Il risultato è la formazione di un vero e proprio corridoio del gelo, che dalle zone prossime alla Penisola di Kola tende a estendersi verso l’Europa orientale e i Balcani.
In presenza di depressioni attive tra Mar Nero e area balcanica, il contrasto tra aria molto fredda e sistemi perturbati può intensificare le precipitazioni nevose.
Un elemento che può contribuire al mantenimento del freddo è l’effetto albedo, mentre il vento può accentuare la percezione del gelo attraverso il wind chill, rendendo le condizioni più severe.
Russia e Bielorussia: gelo intenso, minime fino a -35°C e rischio paralisi per neve
Tra le aree più esposte ci sono Russia e Bielorussia. Su Mosca vengono indicate minime fino a -28°C, con temperature diurne che potrebbero rimanere prossime a -18°C. A San Pietroburgo, oltre al gelo, è atteso un marcato contributo del vento da nord-est, con valori di wind chill che potrebbero avvicinarsi a -35°C.
Nella Russia europea centrale, località come Kostroma e Jaroslavl’ potrebbero registrare punte fino a -35°C, condizioni di rilievo soprattutto perché attese anche su aree di pianura. In Bielorussia le proiezioni indicano bufere di neve farinosa e accumuli consistenti: Minsk potrebbe raggiungere fino a 40 centimetri di neve, con minime intorno a -22°C. Nel nord del Paese, le temperature potrebbero scendere fino a -26°C.
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