
Una notte di paura si è consumata alla periferia Est di Roma, nel quartiere La Rustica, dove l’intervento tempestivo della polizia ha impedito che una violenza domestica degenerasse in tragedia. A far scattare l’allarme è stata una ragazza di 14 anni, che si è chiusa in bagno e ha contattato il 113 in un momento di estrema tensione.
La richiesta d’aiuto è stata netta e disperata: «Vi prego, venite subito, sennò mio padre ammazza la compagna e le mie sorelle». La giovane avrebbe parlato a bassa voce per non farsi sentire e per guadagnare tempo, mentre nell’abitazione la situazione diventava sempre più critica.

L’arrivo della polizia e la fuga delle donne in strada
Quando le volanti sono arrivate, all’esterno si trovavano già la compagna dell’uomo e le figlie, fuggite per cercare riparo in strada. Secondo quanto ricostruito, le donne si sarebbero nascoste tra le auto in sosta per sottrarsi all’aggressore, che le inseguiva armato di coltello.
Gli agenti avrebbero individuato l’uomo, un pluripregiudicato di origine catanese, descritto in stato di alterazione per l’assunzione di alcol e cocaina. Alla vista delle divise avrebbe tentato una fuga improvvisa, cercando di guadagnare un varco verso il portone e citofonando alla madre, disabile, per farsi aprire.
Il tentativo di colpire gli agenti e il fermo
Il tentativo di allontanarsi è durato pochi istanti: gli operatori lo avrebbero accerchiato e bloccato prima che potesse dileguarsi. In quei momenti concitati, l’uomo non si sarebbe limitato a opporre resistenza: avrebbe estratto l’arma bianca e provato a colpire gli agenti intervenuti.
La situazione è stata gestita con una manovra di contenimento che ha permesso di disarmarlo e ammanettarlo senza conseguenze per le forze dell’ordine. Solo dopo la messa in sicurezza è stato possibile ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto poco prima nell’appartamento, dove la tensione si era trasformata in aggressione.