
La città di Kharkiv è stata colpita da un attacco notturno durato oltre tre ore, caratterizzato da lanci ripetuti di missili balistici e dall’impiego di droni. Le sirene d’allarme hanno accompagnato per tutta la notte le esplosioni, segnalate in più aree urbane. Il sindaco Igor Terekhov ha riferito che i raid hanno interessato in particolare le infrastrutture energetiche, considerate un obiettivo strategico per l’impatto immediato sulla fornitura di servizi essenziali.
Secondo le autorità locali e le testimonianze raccolte sul posto, l’azione si è sviluppata in modo continuativo e coordinato, con più ondate successive. L’attacco non ha riguardato esclusivamente Kharkiv: anche la regione di Dnipropetrovsk è stata segnalata come area sotto attacco, mentre nella zona di Zaporizhzhia sono entrati in funzione i sistemi di difesa aerea per intercettare le minacce in arrivo.

Attacco su Kharkiv e su altre aree: dinamica e prime segnalazioni
Fonti locali hanno descritto un’operazione su vasta scala, con cieli attraversati da scie luminose e boati continui. L’insieme delle segnalazioni ha delineato un quadro di attacchi simultanei su più obiettivi, ritenuti strategici. Le autorità regionali hanno indicato che la sequenza degli eventi e la durata dei raid suggeriscono un’azione pianificata e non episodica.

Infrastrutture energetiche nel mirino: allerta anche a Kiev
A Kiev l’allarme è scattato intorno a mezzanotte e mezza, quando ondate di droni si sono avvicinate alla capitale. Le difese antiaeree sono state attivate e, in seguito, sono state udite esplosioni in diversi quartieri per circa un’ora, secondo quanto riportato da testimonianze locali e da media ucraini.
Questo episodio è stato letto come un segnale della ripresa degli attacchi contro il sistema energetico, dopo una breve tregua annunciata il 29 gennaio da Donald Trump e riferita come sospensione temporanea dei raid sugli impianti. La pausa, secondo quanto emerso nelle ore successive, sarebbe durata pochi giorni prima di essere interrotta.
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