
Un dettaglio burocratico, rimasto ai margini per settimane, sta assumendo un peso decisivo nell’inchiesta sulla strage di Crans-Montana. Il nuovo elemento potrebbe trasformare il dramma delle 41 vite spezzate nella tragedia del Constellation in uno scandalo di responsabilità istituzionali.
Non è più soltanto la dinamica del rogo a interrogare la magistratura svizzera, ma la legittimità delle figure chiamate a garantire la sicurezza. A Sion, l’interrogatorio di Christophe Balet ha aperto uno scenario che va oltre le responsabilità individuali e chiama in causa l’intero sistema di controllo di una delle località turistiche più rinomate delle Alpi.


Crans-Montana e le competenze mancanti nella sicurezza
Secondo quanto emerso durante l’audizione, Christophe Balet, responsabile della sicurezza comunale di Crans-Montana, disporrebbe di qualifiche generiche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ma non dei titoli tecnici specifici richiesti per la prevenzione incendi in strutture complesse aperte al pubblico. La distinzione, riporta Tgcom24, non è formale: la valutazione del rischio fuoco implica competenze specialistiche su carichi d’incendio, compartimentazioni e gestione delle vie di fuga.
Se la normativa cantonale dovesse confermare l’obbligatorietà di tali qualifiche, la nomina di Balet assumerebbe contorni problematici. L’ipotesi investigativa è che l’assenza di un titolo adeguato possa trasformarsi da irregolarità amministrativa a atto illegittimo, con conseguenze penali rilevanti. Il peso delle 41 vittime rende ogni dettaglio tecnico un elemento centrale nell’accertamento delle responsabilità.

Crans-Montana e il buco nei controlli di sicurezza
Un altro punto critico riguarda il vuoto di sei anni nei controlli di sicurezza del Constellation, il locale teatro della tragedia. Dal 2019 al 2025 non risulterebbero ispezioni regolari. Balet ha spiegato che la mancanza sarebbe stata causata da problemi legati all’aggiornamento del sistema informatico utilizzato per la gestione delle procedure di controllo.
La sostituzione del software avrebbe rallentato l’adeguamento dei file e delle scadenze, creando un effetto domino che ha congelato le verifiche. Una spiegazione che gli inquirenti stanno ora valutando con attenzione, perché apre una questione più ampia: se un problema tecnico possa giustificare l’assenza di controlli in un edificio frequentato da centinaia di persone, soprattutto in una località come Crans-Montana, simbolo di efficienza e sicurezza.
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