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Pucci via da Sanremo, interviene Paolo Bonolis e spiazza tutti

Pucci via da Sanremo, interviene Paolo Bonolis e spiazza tutti. L’amato conduttore parla senza filtri, con la consueta lucidità ironica che lo contraddistingue. Un’intervista che tocca nervi scoperti della televisione italiana, dal Festival di Sanremo alle polemiche sui comici, fino alle scelte drastiche sulla propria carriera. Tra riflessioni amare, battute taglienti e decisioni irrevocabili, il conduttore romano mette ordine nel caos mediatico degli ultimi giorni, lasciando emergere una visione precisa del presente e del futuro dello spettacolo.

Sanremo e Andrea Pucci, Paolo Bonolis difende la scelta

Il caso Andrea Pucci ha infiammato il dibattito pubblico dopo l’annuncio della sua presenza al Festival di Sanremo, voluto da Carlo Conti. Le critiche, arrivate anche dal fronte politico, hanno riportato alla luce alcune vecchie battute del comico, giudicate sessiste e omofobe. Una bufera che ha spinto Pucci a rinunciare al ruolo di co-conduttore, spiegando che la sua famiglia era finita nel mirino di insulti e minacce.

Interpellato dal Corriere della Sera, Paolo Bonolis non ha avuto dubbi: “Andrea è un bravissimo comico, se ha rinunciato per gli attacchi che ha ricevuto ha fatto più che bene”. Una presa di posizione netta, che riconosce la legittimità della scelta personale davanti a un clima diventato insostenibile.

Sanremo secondo Paolo Bonolis, un festival da ripensare

Bonolis conosce bene il Festival di Sanremo, avendolo condotto due volte. E proprio per questo oggi non tornerebbe alla guida della kermesse. Le sue parole fotografano una distanza non solo personale, ma strutturale: “Credo che il Festival abbia bisogno di un binario narrativo. E il binario narrativo non può essere solamente inteso come gara”.

Secondo il conduttore, la forza di Sanremo ha finito per anestetizzare ogni slancio creativo della Rai: “Non essendoci più una vera contro-programmazione, la Rai può sedersi comodamente sulla potenza immensa di Sanremo e non ha bisogno di dover spendere dei denari per creare un nuovo binario di racconto”. Una riflessione che Bonolis aveva già espresso quando il suo nome circolava come possibile successore di Amadeus, prima che la scelta ricadesse ancora su Carlo Conti.

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