
Una vicenda rara e inquietante sta attraversando la Bulgaria: sei persone sono state trovate morte tra le montagne della parte occidentale del Paese, in un caso che gli investigatori hanno definito senza precedenti. Le autorità parlano di una ricostruzione complessa, con passaggi ancora da chiarire e due scene distinte che sembrano però legate da un filo comune.
A descrivere la portata dell’emergenza investigativa è stato Zahari Vaskov, direttore della direzione generale della polizia nazionale, spiegando che si tratta di un dossier mai affrontato prima a livello nazionale. Per atmosfera e difficoltà, la polizia avrebbe perfino paragonato l’indagine alle trame di Twin Peaks, richiamando l’idea di un contesto oscuro e stratificato.
Le ipotesi principali seguite dagli inquirenti restano due: la pista dell’omicidio-suicidio oppure quella di una serie di suicidi tra loro collegati. Al momento, precisano fonti investigative, l’obiettivo è verificare ogni dettaglio con riscontri tecnici e medico-legali, evitando conclusioni premature.

I corpi nel camper e il ritrovamento all’Okolchitsa Peak
L’ultimo ritrovamento in ordine di tempo risale alla domenica in cui le forze dell’ordine hanno localizzato tre cadaveri all’interno di un camper nella zona dell’Okolchitsa Peak. Tra le vittime c’era anche un ragazzo di 15 anni, elemento che ha aumentato l’allarme e la sensibilità del caso sul piano pubblico.
Secondo quanto riferito dagli investigatori, due dei tre corpi presentavano ferite alla testa compatibili con colpi d’arma da fuoco. Per la terza persona, invece, al momento del primo bilancio ufficiale erano ancora in corso verifiche medico-legali per determinare con certezza la causa della morte. Le procedure successive hanno previsto la messa in sicurezza dell’area, la raccolta di prove e la documentazione completa della scena.
Il rifugio vicino al Petrohan Pass e l’incendio
Gli stessi inquirenti hanno collegato quanto trovato nel camper a un altro episodio avvenuto circa una settimana prima: un triplice omicidio in un rifugio di montagna nei pressi del Petrohan Pass. La struttura, secondo le ricostruzioni, sarebbe stata poi incendiata, un dettaglio che complica ulteriormente la lettura delle prove.
Anche in questo caso le prime indicazioni raccolte sul posto parlano di decessi riconducibili a colpi d’arma da fuoco. Gli investigatori lavorano per capire quando siano stati esplosi i colpi e se l’incendio sia stato appiccato per cancellare tracce, per ragioni legate alla dinamica interna o come gesto successivo alla morte delle vittime.
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