
Il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna a essere oggetto di attenzione mediatica e di confronto pubblico, tra ricostruzioni alternative e posizioni difensive che continuano ad alimentare il dibattito su una vicenda giudiziaria tra le più discusse degli ultimi anni.
A rilanciare il tema è stata la trasmissione “Allo Stato delle Cose”, condotta da Massimo Giletti su Rai 3, che ha dedicato un segmento di approfondimento al delitto di Garlasco. In studio è intervenuto Massimo Lovati, ex difensore di Andrea Sempio, chiamato a illustrare la propria lettura dei fatti.

Garlasco, la ricostruzione di Massimo Lovati sul caso Chiara Poggi
Secondo quanto sostenuto da Lovati nel corso della trasmissione, dietro l’uccisione della giovane non vi sarebbe un coinvolgimento diretto del suo ex assistito, ma l’azione di un sicario. L’ex legale ha collegato questa tesi a un contesto più ampio, riferendosi a una presunta rete di interessi che sarebbe rimasta nell’ombra.
Nella sua ricostruzione, Chiara Poggi avrebbe svolto ricerche personali che avrebbero toccato temi delicati e potenzialmente pericolosi, con possibili conseguenze sul piano delle responsabilità e dei moventi ipotizzati.


La dichiarazione in studio: “È stato un sicario. Il motivo? Magari questa qui stava scoprendo l’arcano, questa qui mandava nella m***a tutti, cardinali, politici”
Nel corso dell’intervento televisivo, Lovati ha affermato: “È stato un sicario. Il motivo? Magari questa qui stava scoprendo l’arcano, questa qui mandava nella mer*a tutti, cardinali, politici”.
Lo stesso Lovati ha inoltre sostenuto che, a suo avviso, la Procura di Pavia non avrebbe ancora dimostrato il concorso in omicidio contestato al suo ex assistito, prospettando la possibilità che la posizione dell’indagato possa chiudersi con un’archiviazione o un proscioglimento.
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