
Si è conclusa a Palazzo Manieri, in Abruzzo, la terza valutazione psicodiagnostica disposta dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila nei confronti di Catherine Birmingham, nota per la vicenda della famiglia nel bosco. Al termine della seduta, la donna è uscita in lacrime dopo circa un’ora e mezza di accertamenti svolti presso il Centro di psicologia e psicoterapia.
Con lei erano presenti il marito Nathan Trevallion, l’avvocata Danila Solinas e la psicologa di parte Martina Aiello. Prima di entrare nella struttura, Catherine Birmingham avrebbe dichiarato: “Sono stanca”.


La seduta psicodiagnostica e i test clinici effettuati
La valutazione è stata condotta dalla psicologa incaricata dal tribunale, Valentina Garrapetta, con l’obiettivo di analizzare il quadro psicologico e relazionale della donna. Questo tipo di accertamento rientra nelle procedure standard previste nei procedimenti che riguardano la tutela dei minori, soprattutto in situazioni considerate complesse o a rischio.
Durante la sessione, sono stati utilizzati strumenti clinici specifici, tra cui test proiettivi e prove valutative finalizzate a osservare la dimensione emotiva e il funzionamento psicologico. Tra le attività richieste, secondo quanto emerso, ci sarebbe stato anche il disegno della famiglia, una tecnica utilizzata per valutare la percezione dei legami affettivi e delle dinamiche interne al nucleo familiare.
La seduta si è conclusa intorno alle 15.30, e subito dopo la donna è uscita dalla struttura accompagnata dai suoi legali e dai consulenti di parte.
Le parole della donna: “Mi sento molto male”
Prima dell’ingresso nella struttura, Catherine Birmingham aveva dichiarato di sentirsi “stanca”, segnale di un periodo particolarmente difficile dal punto di vista personale ed emotivo.
All’uscita, secondo quanto riportato, avrebbe espresso una forte preoccupazione per i figli, soprattutto per la loro sicurezza e il loro benessere nelle ore notturne. In una dichiarazione riferita dopo la seduta, avrebbe affermato: “La cosa che mi fa più soffrire è la paura che non posso proteggere i bambini, soprattutto la notte. Mi sento molto male”.
La donna avrebbe inoltre raccontato che il figlio più piccolo soffrirebbe di incubi frequenti e risvegli improvvisi, episodi che si sarebbero ripetuti più volte negli ultimi mesi.