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Caso Epstein, perché ora si parla del caso della scomparsa di Santina Renda

Un documento emerso dagli Stati Uniti, una mail dal contenuto inquietante e un nome che in Italia non è mai stato dimenticato. A riaccendere l’attenzione sul caso di Santina Renda è stata una recente puntata di Chi l’ha visto?, che ha riportato sotto i riflettori una vicenda aperta dal 1990.

Il collegamento nasce dalla pubblicazione di materiale legato ai cosiddetti Epstein Files, documenti collegati all’inchiesta su Jeffrey Epstein, il finanziere statunitense morto nel 2019 mentre era detenuto. Secondo quanto riferito dal legale della famiglia Renda, alcune comunicazioni rese pubbliche farebbero riferimento a ragazze straniere e a possibili sepolture in una proprietà riconducibile a Epstein.

Un dettaglio che ha spinto la famiglia della bambina scomparsa a chiedere verifiche.

Santina Renda, la bambina scomparsa a Palermo nel 1990
Immagine collegata alla scomparsa di Santina Renda

Le mail dagli archivi americani e il riferimento al ranch

Il nuovo elemento riguarda in particolare lo Zorro Ranch, proprietà nel New Mexico legata a Jeffrey Epstein. In una mail datata 21 novembre 2019 si farebbe riferimento alla presenza di ragazze sepolte sulle colline intorno al ranch.

Nel testo viene citata anche “Madame G.”, identificata come Ghislaine Maxwell, già condannata negli Stati Uniti per reati connessi al traffico di minori. L’autore del messaggio, che sostiene di essere stato un dipendente della proprietà, afferma di aver assistito a episodi di abusi e di aver sottratto materiale video, chiedendo denaro in cambio del silenzio.

Non vi è, allo stato, alcun riferimento diretto a Santina Renda nelle comunicazioni, ma il fatto che si parli di ragazze straniere e di vicende riconducibili agli anni Novanta ha riacceso l’attenzione su casi irrisolti di scomparsa.

L’iniziativa del legale della famiglia

Fanpage.it ha contattato l’avvocato Luigi Ferrandino, che assiste la famiglia Renda. Il legale ha spiegato di aver appreso della pubblicazione delle mail e di aver ritenuto opportuno approfondire ogni possibile elemento.

Ferrandino ha incaricato un consulente informatico di analizzare i file diffusi negli Stati Uniti e ha scritto alle autorità competenti, tra cui l’ambasciata italiana negli USA e la Farnesina, chiedendo che venga seguita l’evoluzione delle eventuali indagini americane.

Tra le iniziative prospettate vi è anche la disponibilità della famiglia a fornire campioni di DNA per eventuali confronti, nel caso in cui le autorità statunitensi dovessero procedere con verifiche su resti compatibili con minori scomparsi negli anni Novanta.

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