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Sondaggi politici, clamoroso testa a testa: tutto stravolto

Gli equilibri sembravano consolidati, quasi cristallizzati. E invece nel giro di poche settimane lo scenario politico si è fatto improvvisamente incerto. I nuovi sondaggi ridisegnano la mappa dei consensi e mostrano una distanza minima tra centrodestra e opposizioni: una manciata di decimali che potrebbe cambiare tutto. Sullo sfondo, l’effetto di un nuovo partito che sta rimescolando le carte e un referendum che rischia di trasformarsi in un banco di prova decisivo.

L’effetto Futuro Nazionale e il calo di Fratelli d’Italia

Secondo l’ultima media elaborata da Termometro Politico, Fratelli d’Italia si attesta al 28,8%. Un dato che conferma il primato del partito guidato da Giorgia Meloni, ma evidenzia anche una flessione di un punto rispetto alla rilevazione di fine gennaio.

Sfiorare il 30% sembrava ormai una soglia stabile, ma l’ingresso sulla scena di Futuro Nazionale, il nuovo soggetto politico fondato da Roberto Vannacci, ha inevitabilmente inciso sugli equilibri interni al centrodestra. Pur restando la prima forza del Paese, Fratelli d’Italia registra un segnale che non può essere ignorato, soprattutto in vista delle prossime sfide elettorali.

La Lega perde terreno dopo l’addio di Vannacci

Ancora più evidente il contraccolpo per la Lega, oggi al 6,8%. In un solo mese il partito guidato da Matteo Salvini ha perso l’1,4% dei consensi. Una contrazione significativa che, tradotta in termini percentuali, equivale a circa un elettore su sei tra quelli che avevano scelto il Carroccio.

Il distacco di Vannacci e la nascita del suo nuovo partito sembrano aver inciso direttamente sull’elettorato leghista. Un fenomeno che, se consolidato, potrebbe avere ripercussioni sugli assetti interni alla coalizione e sui rapporti di forza nel centrodestra.

Centrodestra al 45,1%: vantaggio minimo

Completano il quadro la lieve flessione di Forza Italia (-0,2% nell’ultimo mese) e l’1% di Noi Moderati. Nel complesso, la coalizione di centrodestra raggiunge il 45,1%.

Un dato che, preso isolatamente, confermerebbe la leadership della maggioranza. Ma il confronto con le opposizioni racconta una storia diversa: la distanza è ridottissima, appena mezzo punto percentuale. Un margine talmente sottile da rendere ogni appuntamento politico potenzialmente decisivo.

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