
Proseguono le verifiche sull’incidente del tram linea 9 avvenuto venerdì in viale Vittorio Veneto a Milano, un evento drammatico che ha causato due morti e circa cinquanta feriti. Gli accertamenti tecnici svolti nelle prime ore successive al deragliamento stanno delineando uno scenario in cui acquista peso l’ipotesi di un errore umano, mentre al momento l’eventualità di un guasto strutturale o meccanico risulta meno sostenuta dai riscontri iniziali.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Milano ed è affidata alla Polizia locale. Allo stato attuale il conducente del convoglio risulta l’unico indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. L’iscrizione nel registro degli indagati, come da prassi in casi di questa gravità, consente di svolgere attività tecniche e acquisizioni documentali con le garanzie previste per la difesa.
Gli investigatori stanno ricostruendo con precisione la sequenza dei fatti: il tratto interessato, l’assetto dello scambio, la velocità di marcia e le eventuali segnalazioni antecedenti all’impatto. In questa fase, l’obiettivo è distinguere tra un possibile malore improvviso, una condotta di guida non conforme o un evento esterno che abbia inciso sulla capacità di controllo del mezzo.


La dinamica dell’incidente e i primi rilievi
Dai controlli svolti subito dopo il deragliamento, lo scambio dei binari e la lanterna di segnalazione della direzione impostata risulterebbero regolari e funzionanti. Anche sul fronte dei dispositivi di sicurezza del tram, le prime verifiche non avrebbero evidenziato anomalie evidenti, compreso il sistema di frenata di sicurezza presente su un mezzo indicato come tra i più recenti in servizio.
Secondo la ricostruzione provvisoria, il tram procedeva a circa 50 chilometri orari, un valore compatibile con la velocità massima prevista in quel tratto. Gli inquirenti stanno valutando perché il sistema automatico non sarebbe intervenuto in tempo utile prima della perdita di controllo, circostanza che, se confermata, sposterebbe l’attenzione sulle azioni del conducente e sulla gestione della marcia nei secondi precedenti al deragliamento.
Per chiarire questi passaggi sarà centrale anche la consulenza cinematica: un’analisi tecnica che, utilizzando rilievi, caratteristiche del tracciato e dati del veicolo, consente di stimare con maggiore precisione traiettoria, accelerazioni, tempi di reazione e spazio di frenata. Si tratta di un tassello spesso determinante per verificare la compatibilità tra le dichiarazioni raccolte e gli elementi oggettivi.
Gli accertamenti includono inoltre controlli sulle condizioni della sede tranviaria e delle infrastrutture in prossimità dell’incrocio: eventuali irregolarità del tracciato, fattori ambientali e visibilità. Ogni elemento viene vagliato per comprendere se vi siano state concause o criticità del contesto che possano avere inciso sulla dinamica.
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